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Mercato immobiliare: 2024 anno nero, tengono solo le opere pubbliche

Mercato immobiliare Ance
Immagine generata con IA

Il 2024 si conferma il primo anno in negativo per il mercato immobiliare, dopo anni di espansione. Frenano le ristrutturazioni nel residenziale, pesantemente influenzate dalla progressiva fine dei Bonus edilizi. In controtendenza crescono invece le opere pubbliche, ancora sostenute dai progetti del PNRR. E’ questa la fotografia del mercato immobiliare nazionale mostrata dal report “Scenari regionali dell’edilizia: un quadro d’insieme”, realizzato da ANCE come documento riassuntivo delle dinamiche del settore a livello regionale. 

Il 2024 primo anno con segno negativo

Il report di ANCE, giunto alla sua seconda edizione, mostra per la prima volta dopo anni, una tendenza al ribasso rispetto agli anni precedenti. Il calo del -5,3% in confronto al 2023 è dovuto principalmente al venire meno dei Bonus edilizi, in particolare del Superbonus e degli strumenti di cessione del credito. Una dinamica che si riflette su tutte le regioni secondo il report ANCE con variazioni che oscillano tra il -4,6% del Trentino Alto Adige e il -6,1% del Molise. 

Trainano le opere pubbliche, calano le ristrutturazioni

Come già emerso in altri studi precedenti, il calo del mercato immobiliare va letto soprattutto ad una drastica riduzione degli interventi di manutenzione e ristrutturazione nel residenziale. Certamente il diminuire delle possibilità offerte dalle detrazioni fiscali ha avuto un peso sugli investimenti dei cittadini, una tendenza che secondo il Dipartimento politiche fiscali della CNA potrebbe portare ad un aumento dell’evasione fiscale in edilizia soprattutto legate ai piccoli progetti.

Tutt’altro riscontro per le Opere Pubbliche, dove l’asticella segna invece un +21% rispetto al 2023. Uno slancio che ha riportato la produzione ai livelli pre-crisi del 2008, soprattutto grazie agli investimenti previsti dal PNRR, entrati proprio quest’anno in fase esecutiva.

Come si legge nel report ANCE sul Mercato delle costruzioni regionali, l’aumento della spesa in conto capitale ha coinvolto tutte le aree territoriali del Paese, con incrementi significativi:

Tra le regioni, spiccano invece per aumenti particolarmente rilevanti:

mentre nel Nord si segnalano:

I lavori nel 2025 calano di 9 volte

A consuntivo il 2025 secondo Ance si chiuderà con un -7% in termini di investimenti, in peggioramento rispetto alle stime elaborate lo scorso anno. 

La riduzione è legata al ridimensionamento degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni , con aliquote scese al 50% e al 36%, ed al crollo degli interventi già nei primi mesi del 2025. La tendenza negativa si riscontra anche nei dati ENEA-MASE, dai quali risulta che i lavori realizzati in Italia nei primi tre mesi di quest’anno sono quasi 9 volte inferiori rispetto allo stesso periodo del 2024 (2,3 miliardi contro i 20,6 miliardi di un anno prima).

Anche in questo caso l’unico comparto in crescita è quello delle costruzioni non residenziali pubbliche (+16%), sostenute dai progetti del PNRR, che raggiungeranno il picco tra 2025 e 2026.
A livello territoriale: unico calo contenuto in Valle d’Aosta (-2%); le riduzioni maggiori in Liguria (-6%) e Sicilia (-8,1%).Nel report ANCE è stato introdotto per la prima volta anche un focus sull’accessibilità alla casa, mostrando come acquisto e locazione siano difficilmente sostenibili per molte famiglie, specie nelle aree metropolitane e nel relativo hinterland.

Scarica il report ANCE “Scenari regionali dell’edilizia: un quadro d’insieme”

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