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La riduzione dei Bonus edilizi favorisce l’evasione fiscale: i dati del CNA 

Il taglio ai bonus edilizi sta causando un calo delle spese agevolate e un possibile aumento dell'evasione fiscale. CNA lancia l’allarme: lavori in nero in crescita per le piccole ristrutturazioni

Evasione fiscale edilizia: il taglio ai bonus favorisce il lavoro in nero
Immagine generata con IA

Ci sarebbe una correlazione diretta tra l’aumento dell’evasione fiscale in edilizia ed il livellamento dei bonus fiscali. Stando alle rilevazioni del Dipartimento politiche fiscali della CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della piccola e media impresa), i tagli alle detrazioni potrebbero portare ad un aumento del sommerso soprattutto per quanto riguarda le piccole spese di ristrutturazione.

Il problema dei tagli ai bonus edilizi

Come sottolinea il CNA nei primi 4 mesi del 2025, le spese agevolate sono già calate del 16%, passando da 11,5 dello scorso anno agli attuali 9,6 miliardi. Il motivo va ricercato nella riduzione delle aliquote fiscali. Nel caso di interventi di ristrutturazione che interessino le prime case, la detrazione resta al 50% solo per il 2025, mentre scenderà al 36% dal prossimo anno. Peggiore la situazione delle seconde case, che subiscono un decalage maggiore portato al 36% già nel 2025 ed al 30% nel prossimo anno. Una sorte analoga l’hanno subita anche le aliquote dell’Ecobonus ed, ovviamente quelle del Superbonus, che sta vivendo gli ultimi mesi di vita al 65% per poi sparire del tutto nel 2026, tranne per alcune particolari tipologie di intervento.

In una recente intervista al Sole24Ore, il responsabile politiche fiscali di CNA, Claudio Carpentieri, ha espresso tutta la preoccupazione della filiera: “I dati parlano chiaro: nel 2011, con una detrazione al 36%, la spesa per lavori edili era di circa 16,7 miliardi. Con l’aumento delle agevolazioni fino al 110%, siamo arrivati a oltre 100 miliardi. Ora si torna indietro”. 

10 miliardi di lavori in meno

La riduzione delle spese agevolate, pari al 16%, se spalmata su tutto l’anno, varrà circa 10 miliardi di euro. Una cifra consistente che potrebbe andare a favorire l’evasione fiscale nell’edilizia legata sopratutto ai lavori meno consistenti con importi ridotti, come ad esempio la sostituzione degli infissi, il cambio della caldaia o gli interventi di manutenzione straordinaria. 

Ma l’interesse dei cittadini coincide con quello delle piccole imprese. Senza una riduzione dei costi legata alle detrazioni, lo sconto verrà cercato attraverso un’altra strada, ovvero quella del lavoro in nero senza fattura, pur sotto lo spettro del possibile controllo da parte del Fisco.

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