Rinnovabili

L’intelligenza artificiale sta cambiando il futuro delle rinnovabili grazie ai digital twin

L’intelligenza artificiale sta cambiando il futuro delle energie rinnovabili grazie ai modelli di digital twin
Cresce l’impiego dell’intelligenza artificiale nelle energie rinnovabili – Immagine realizzata con IA

L’uso dei gemelli digitali nel settore delle FER

L’integrazione tra intelligenza artificiale e tecnologie digital twin rappresenta uno degli sviluppi più promettenti per accelerare l’adozione delle energie rinnovabili.

Lo evidenzia un nuovo studio condotto dall’Università di Sharjah e pubblicato sulla rivista Energy Nexus, che ha analizzato in modo sistematico le applicazioni e le criticità di questi modelli virtuali nel settore green.

L’impiego dell’intelligenza artificiale nelle energie rinnovabili, attraverso i digital twin, consente di replicare in tempo reale il comportamento di sistemi complessi – dagli impianti fotovoltaici alle turbine eoliche – fornendo dati preziosi per la gestione, la manutenzione predittiva e l’ottimizzazione della produzione.

I digital twin si basano su architetture a tre livelli – fisico, digitale e di rete – e sfruttano reti neurali, algoritmi predittivi e machine learning per simulare il funzionamento di componenti reali, anticipare malfunzionamenti e migliorare il rendimento complessivo degli impianti.

Ma se il potenziale è evidente, i ricercatori sottolineano anche le sfide ancora da superare: carenza di dati affidabili, difficoltà nella modellazione di processi biologici o geologici complessi e problemi di interoperabilità tra sistemi.

Intelligenza artificiale nelle energie rinnovabili, quali applicazioni?

L’analisi approfondita condotta dal team di Sharjah si è concentrata su cinque filiere chiave: eolico, solare, geotermico, idroelettrico e biomassa. In ciascun ambito, l’intelligenza artificiale nelle energie rinnovabili consente ai digital twin di svolgere funzioni diverse ma complementari.

Nel settore eolico, i digital twin ottimizzano i parametri operativi, correggono misurazioni errate e stimano l’usura delle componenti, come pale e generatori, soprattutto nelle turbine offshore, dove manutenzione e monitoraggio risultano più onerosi.

Nel fotovoltaico, aiutano a migliorare l’efficienza rilevando ombreggiamenti, degrado dei pannelli e variazioni climatiche. Tuttavia, rimangono deboli nella previsione delle prestazioni di lungo periodo.

In ambito geotermico, la combinazione tra digital twin e AI è impiegata per simulare i costosi processi di perforazione e per monitorare pompe di calore sotterranee. L’assenza di dati geologici ad alta risoluzione e l’estrema complessità delle dinamiche fluide ostacolano però l’affidabilità dei modelli.

Nelle centrali idroelettriche, i digital twin aiutano nella gestione dei flussi d’acqua e nel rilevamento di criticità infrastrutturali, ma faticano a integrare vincoli ambientali e variabilità ecologica.

Infine, nella biomassa, l’intelligenza artificiale nelle energie rinnovabili potrebbe rivoluzionare l’intera catena produttiva – dalla logistica alla conversione energetica – ma la modellazione di processi biochimici e termochimici resta una delle sfide più complesse.

Limiti tecnologici e direzioni future della ricerca

Nonostante i progressi, l’uso dell’intelligenza artificiale nelle energie rinnovabili attraverso i digital twin è ancora limitato da barriere tecniche e metodologiche.

Lo studio evidenzia la mancanza di standard architetturali condivisi, la necessità di dati in tempo reale ad alta qualità e l’insufficiente attenzione all’intero ciclo di vita degli impianti, dalla progettazione allo smantellamento.

Per superare questi ostacoli, gli autori propongono una roadmap articolata in tre direzioni.

In prospettiva, una diffusione più ampia dei digital twin – supportata dall’intelligenza artificiale – potrà rendere le infrastrutture energetiche più resilienti, efficienti e sostenibili.

Tuttavia, affinché questa transizione sia davvero efficace, sarà fondamentale promuovere la collaborazione tra scienziati, decisori pubblici e industria, e assicurare un accesso equo e trasparente alle tecnologie emergenti.

Leggi qui lo studio “Harnessing the future: Exploring digital twin applications and implications in renewable energy”.

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