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Dazi americani, ore febbrili per l’Europa. Dalla Commissione: “No comment”

Dazi Trump, ore febbrili per l'Europa. Dalla Commissione: "No comment"
Immagine creata con IA

Mezzogiorno di fuoco. Il presidente americano Donald Trump ha scelto un’ora simbolica – le 12 americane (le 18 in Italia) – per inviare le lettere di avviso d’innalzamento dei dazi; missive con cui “saranno annunciati una serie di accordi commerciali tra Stati Uniti e vari paesi del mondo“. A metterlo nero su bianco è il capo della Casa Bianca via Truth. A quali paesi le invierà? Ancora non è noto, ma Trump ha già bollato come anti americani, e per questo minacciato altri dazi americani del 10%, qualsiasi paese che sostenga le politiche dei cosiddetti BRICS, acronimo di Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica.

BRICS compatti contro dazi

“A qualsiasi Paese che si allinei alle politiche anti-americane dei BRICS verrà applicato un ulteriore 10%. Non ci saranno eccezioni a questa politica“, ha scritto sempre sul suo social network. Una minaccia a cui il principale rivale commerciale, il premier cinese Li Qiang, ha risposto esortando gli altri paesi BRICS a essere compatti e agire in modo collettivo. D’altronde le 11 nazioni economicamente emergenti, tra cui Brasile, Russia, India e Sudafrica, rappresentano circa la metà della popolazione mondiale e il 40% della produzione economica globale.

Secondo gli annunci, questa cruciale vicenda che sta scuotendo gli equilibri mondiali dall’annuncio di The Donald, dovrebbe concludersi entro il 9 luglio. “O con una lettera o con un accordo“. Ma con Trump, sembra non esserci mai la parola fine. Comunque, inviate le missive, il segretario al Commercio Howard Lutnick ha ribadito che i dazi annunciati scatteranno il 1° agosto.

Dazi Trump-Ue, ore febbrili

Intanto sono ore febbrili sui dazi in Europa. Infatti, sono le ultime ore per cercare di chiudere un’intesa. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ieri ha avuto “un buon colloquio telefonico” con il presidente americano. Invece per il portavoce della Commissione europea per il Commercio, Olof Gill, non c’è nulla da commentare sulle “lettere che non abbiamo ricevuto, nè le dichiarazioni dell’amministrazione statunitense. Stiamo continuando a lavorare per la scadenza del 9 luglio e, in questo senso, a livello politico e tecnico i contatti tra Ue e Stati Uniti proseguono. Questo è tutto ciò che posso dire per il momento“.

Dazi americani e ipotesi recessione

In un contesto di elevata incertezza, le prospettive per l’economia globale sono notevolmente cambiate negli ultimi mesi. “Il sostanziale cambiamento nella politica commerciale statunitense” rappresenta la sorpresa principale, e “prevediamo che questo shock genererà un calo generalizzato della crescita globale e una rotazione delle pressioni inflazionistiche verso gli Stati Uniti“, ha affermato Bruce Kasman, capo economista di JP Morgan. La probabilità di una recessione è ancora attualmente fissata al 40%, a causa delle preoccupazioni relative ai crescenti freni alla crescita e al recente calo del sentiment delle imprese a livello globale.

Per quanto riguarda l’Europa, “sebbene l’incertezza sulle politiche commerciali continuerà probabilmente a rappresentare un freno per l’economia, si prevede che la crescita del Pil rallenterà solo modestamente nel breve termine, per poi riprendere alla fine del 2025, trainata dai tagli dei tassi e dall’allentamento fiscale. Tuttavia, permangono sfide geopolitiche e di competitività più ampie, con la crescita della produttività che rappresenta un ostacolo fondamentale per la regione“, sottolinea Jp Morgan nella sua analisi di metà anno.

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