Rinnovabili

DL Infrastrutture, in aula il 7 luglio con fiducia

DL Infrastrutture, in aula il 7 luglio con fiducia
Foto di Oto Zapletal da Pixabay

Il decreto Infrastrutture viene ‘scalzato’ in commissione Ambiente della Camera dal dl Alluvioni/Campi Flegrei in scadenza, ma imbocca direttamente la strada dell’Aula e della fiducia. Questo l’esito della giornata alla Camera per quanto riguarda il provvedimento che tra le altre contiene misure sull’estensione delle ‘aree di accelerazione’ delle rinnovabili, sulla mobilità elettrica e il green public procurement. 

Il decreto legge all’esame in prima lettura alle commissioni Ambiente e Trasporti della Camera, arriverà nell’Aula di Montecitorio lunedì 7 luglio per l’avvio dell’esame con la discussione generale, come deciso dalla Capigruppo di Montecitorio. Sul provvedimento sarà posta la fiducia, con questa scansione temporale: il giorno dopo, martedì 8 luglio, ci saranno le dichiarazioni di voto sul dl decreto Infrastrutture strategiche, si parte alle 12.20, mentre alle 14 ci saranno le votazioni per appello nominale. Seguirà l’esame.

Gli emendamenti al DL Infrastrutture

Il dl Infrastrutture contiene misure per lo sviluppo di infrastrutture strategiche e per accelerare la transizione energetica, con la previsione di un ampliamento delle aree idonee per l’installazione di impianti rinnovabili nelle ‘zone di accelerazione’.

Tra i circa 200 emendamenti posti all’esame delle Commissioni Ambiente e Trasporti della Camera, ci sono quelli presentati dalle tre forze di maggioranza – Lega, Fi e FdI – per evitare il blocco delle auto diesel Euro 5 in quattro regioni della Pianura padana – Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna – per via delle norme sulla qualità dell’aria.

Rispetto all’esame congiunto alle commissioni Ambiente e Trasporti, alle 14.30 di oggi, mercoledì 25 giugno, era in calendario il voto degli emendamenti segnalati, con una riunione delle commissioni nella Sala del Mappamondo della Camera, ma l’appuntamento è saltato. Per quel che racconta chi ne sa, il motivo sarebbe il repentino arrivo in commissione Ambiente del dl Alluvioni/Campi Flegrei, già approvato in Senato.

La precedenza a questo decreto che contiene misure per affrontare i danni provocati dalle alluvioni in Emilia-Romagna, Toscana e Marche ma anche le conseguenze degli effetti del bradisismo nei Campi Flegrei è giustificata da una scadenza più stretta. Domani, 26 giugno, alle 12, la commissione Ambiente della Camera dovrebbe esaminare gli emendamenti segnalati relativi al dl Alluvioni/Campi Flegrei, ma il calendario non è ancora stato definito.

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