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Dl Infrastrutture, la discussione in Aula slitta al 9 luglio con voto di fiducia il 10 

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Foto di Nick Fewings su Unsplash

Il Dl Infrastrutture alla Camera si avvia verso la fiducia. La Capigruppo di Montecitorio stamane ha stabilito che la discussione in Aula, inizialmente prevista lunedì 7, è spostata a mercoledì 9 luglio, con esame a partire dalle 11.30 e apposizione della fiducia alle 14.

La votazione per appello nominale sulla questione di fiducia al Dl infrastrutture avrà luogo giovedì dalle 14, previe dichiarazioni di voto dalle 12.20. Intanto è stato deciso che l’esame degli emendamenti riprenda lunedì e si concluda nella giornata stessa.

Tra gli emendamenti accantonati nei lavori odierni anche i due sullo stop ai diesel Euro 5 nella Pianura padana presentati da Lega e Forza Italia. L’esame in seguito verterà anche sul terzo pressoché identico giunto dalla maggioranza, quello di Fratelli d’Italia, elencato tra i segnalati. L’idea, a quanto si apprende, è di esaminarlo lunedì, quindi, giorno in cui si assicura termineranno i lavori, i tempi sono molto ristretti ma tutti assicurano che saranno rispettati. Il dl, entrato in vigore il 19 maggio, va convertito in legge entro il 20 luglio.

Via libera, durante la seduta congiunta di oggi delle commissioni Ambiente e Trasporti della Camera dei Deputati, ad un emendamento per il rifinanziamento del fondo investimenti stradali nei piccoli comuni. Nel dettaglio, il fondo è stato rifinanziato anche per il 2026 per un importo pari a 10 milioni di euro. 

Le commissioni riunite in sessione congiunta hanno approvato anche un emendamento a favore della ricognizione degli strumenti utilizzati per l’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità. “L’obiettivo– spiega la Lega- è creare un quadro univoco – su scala nazionale, regionale e locale – circa i dispositivi in uso, specificando numero e tipologia degli strumenti, il loro legittimo utilizzo e la necessaria verifica dei requisiti tecnici per la relativa approvazione o omologazione”.

Luce verde anche a un emendamento del Governo che prevede come una persona fisica o impresa perda “l’onorabilità” e il diritto all’esercizio dell’attività del trasporto su strada nel caso “sia destinataria di una comunicazione antimafia interdittiva”. Sinora, invece, a normativa vigente ciò accade se risulti essere stata “oggetto di un’informativa antimafia interdittiva”.

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