
I prezzi dell’elettricità in Europa ed Italia
Nel 2024 il permanere di uno scenario internazionale complesso ha avuto come conseguenza significativi divari di prezzo in Europa per quel che riguarda l’elettricità. In 10 Paesi i prezzi sono aumentati (tra questi Francia +19% e Portogallo +15%), mentre in 17 sono diminuiti (Italia -8%, Lussemburgo -33%). Di conseguenza, sono stati adottati, rimodulati o sospesi interventi pubblici per il contenimento dei costi dell’energia. A rivelarlo è la Relazione annuale di ARERA presentata oggi a Roma
Nonostante le forti differenze tra i singoli Paesi, il prezzo medio ponderato nell’Area euro è rimasto sostanzialmente invariato (+0,2%) attestandosi a 31,04 centesimi di euro per kilowattora (kWh), mentre l’Italia è tra i Paesi dove si è registrata la riduzione maggiore dei prezzi lordi dell’energia elettrica per i clienti domestici, scesi da 38,64 a 35,7 cent/kWh. Si è, quindi, ridotto al 15% (era il 24,7% nel 2023) il differenziale rispetto alla media europea.
Nel confronto con i principali Paesi di riferimento, i prezzi più alti si confermano quelli pagati dalle famiglie tedesche (41,13 cent/kWh), seguite da quelle italiane (35,70 cent/kWh), francesi (28,03 cent/kWh) e spagnole (26,26 cent/kWh). Stessa classifica per i prezzi netti, cioè senza oneri e imposte, che in Italia risultano del 14% superiori alla media dell’Area euro (25,92 cent/kWh vs 22,73 cent/kWh) nonostante le riduzioni registrate sia dalla componente energia (-21%) sia dai costi di rete.
I prezzi finali pagati dalle famiglie italiane, infatti, continuano a essere penalizzati dalle componenti di oneri, imposte e tasse, il cui incremento del 28% ha annullato le riduzioni registrate dalla componente energia e dai costi di rete. Nel confronto internazionale, la componente fiscale italiana è la più elevata, superiore a quella della Francia (+51%), della Spagna (+36%) e della media dell’Area euro (+18%).
Prezzi in calo per i non domestici: in Italia -8,3%
Per i clienti non domestici nel 2024 i prezzi dell’energia elettrica hanno fatto registrare una discesa, con diversa intensità, in quasi tutti i Paesi europei, una contrazione del 14% per la media dell’Area euro con oscillazioni tra il -2,7% della Germania e il –20,2% della Francia. Anche il prezzo lordo, comprensivo di oneri e tasse, pagato dalle imprese italiane è diminuito passando da 28,9 a 26,52 cent/kWh (-8,3%). Ciononostante, l’Italia ha ancora una volta perso competitività rispetto alla maggior parte degli altri Paesi europei principalmente a causa dell’aumento della componente relativa a oneri, imposte e tasse (+15%), passata da 8,5 cent/kWh nel 2023 a 9,8 cent/kWh nel 2024. Questa componente rappresenta oggi la più elevata tra i Paesi analizzati con un +134% rispetto alla Francia e +65% rispetto alla media dell’Area euro.
Italia, ripresa per consumi (+2,3%) e produzione (+3,2%) di elettricità
I consumi di energia elettrica sono aumentati del 2,3%; la ripresa ha interessato quasi tutti i settori eccetto l’industria (-0,5%). La domanda italiana è stata soddisfatta per l’83,7% dalla produzione nazionale netta (escludendo l’energia destinata ai pompaggi) e per il restante 16,3% dal saldo con l’estero. La produzione nazionale lorda è cresciuta del 3,2% e si attesta a 273,3 TWh con le rinnovabili ancora in aumento (+14,9%), spinta principalmente dall’aumento nella produzione idroelettrica (+30,2%) che con 52,8 TWh è tornata ad avvicinarsi ai massimi degli ultimi dieci anni, che compensa il calo del termoelettrico (-6%).
La quota di produzione da gas resta elevata, grosso modo la metà con circa il 45%, dato pressoché stabile. Nel 2024 il gruppo Enel si conferma il primo produttore con una quota del 13,4% (ancora in calo rispetto al 16,9% del 2023) seguito da Eni al 9,1% (stabile rispetto al 2023), sempre al primo posto per generazione termoelettrica (18,5%) seguito da Edison con l’8,9%. Enel scende al quarto posto con il 7,8% (era il 15,2% nel 2023).
Nel 2024 oltre 351 eventi meteo estremi hanno causato danni
Per il terzo anno di seguito sono stati registrati oltre 351 eventi meteo estremi che hanno causato danni, attestandosi sullo stesso livello del 2023 ma in netto aumento rispetto, ad esempio, ai 60 del 2015. Tra gli eventi catastrofici del 2024 spiccano le due nuove alluvioni in Emilia-Romagna in settembre e ottobre.
Lo scorso anno 8,9 miliardi di incentivi alle rinnovabili
In totale, per lo scorso anno i costi derivanti dall’incentivazione delle fonti rinnovabili sono risultati pari a circa 8,9 miliardi di euro. Erano 7 miliardi nel 2023 e 6,4 miliardi nel 2022. Gli incentivi sono stati concessi a fronte di una quantità di energia elettrica incentivata pari a circa 35,5 TWh, il 36% della quale è stata prodotta da impianti fotovoltaici, il 25% da impianti eolici, il 22% dalle biomasse, il 14% da impianti idrici e, infine, il 2% dalla fonte geotermica.