
Emissioni auto Ue, i paesi europei divisi sul futuro dell’automotive
I paesi europei sono piuttosto divisi su come modificare la proposta della Commissione sulle emissioni di CO2 per auto e furgoni. Lo scorso dicembre è stata introdotta una flessibilità al 10% rispetto alla totale eliminazione dei veicoli a carburante al 2035 che l’Ue aveva stabilito, ponendo sanzioni pesanti per l’industria.
Ma insomma l’UE è ancora una volta frammentata su una questione strategica per l’ambiente e per l’economia dell’intero continente, e non solo per ll’industria automotive. Questo è quanto emerso durante il Consiglio Ue Ambiente in cui si è svolto il primo dibattito politico dal 16 dicembre scorso, sulla proposta della Commissione che ha delineato tre fronti diversi e contrapposti tra i 27 Paesi membri.
Il fronte dell’elettrico puro
Da una parte c’è il blocco di paesi guidato da Malta, Danimarca, Lussemburgo, Olanda, Spagna e Svezia che si è opposto fermamente alla flessibilità proposta dalla Commissione. Secondo la ministra svedese Helena Dyrsse, introdurre deroghe rischia di penalizzare chi ha già investito in tecnologie a zero emissioni, creando un’incertezza normativa controproducente.
Anche la Francia ha ribadito la centralità dell’elettrificazione, chiedendo però un rafforzamento della “preferenza europea“. La ministra Monique Barbut ha insistito su criteri Made in UE ambiziosi e su un miglioramento del meccanismo dei supercrediti per evitare frodi e doppi calcoli, mostrandosi scettica verso ulteriori aperture a biofuel o e-fuel.
La proposta italiana per carburanti alternativi
L’Italia, sostenuta da un non paper condiviso con Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria e Slovacchia, si è fatta promotrice di una visione diametralmente opposta. Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha chiesto di estendere le flessibilità e di introdurre una nuova categoria di veicoli alimentati esclusivamente con carburanti CO2 neutrali. “Vogliamo rafforzare gli obiettivi climatici, aggiungendo nuove opzioni all’elettrico. Per questo riteniamo fondamentale introdurre una categoria di veicoli alimentati esclusivamente con carburanti CO2-neutrali, coerentemente con la Legge europea per il clima. La nostra non è una posizione di parte. Siamo tutti consapevoli che l’Europa può diventare avanguardia nello studio e sviluppo di nuovi carburanti e nella ricerca e sviluppo di nuovi motori neutri per il clima”.
Emissioni auto Ue, la posizione ferma dell’Italia
Il ministro ha contestato anche “l’idea che una piccola utilitaria e un grande SUV, se elettrici, abbiano entrambi una impronta pari a zero” e ha invitato gli altri Paesi “a valutare la proposta italiana con apertura, andando oltre posizioni di partenza e logiche di blocco”. “Definiamo insieme, nell’ambito della RED, i più alti standard per i combustibili sia da economia circolare che da assorbimenti biologici. Ma non neghiamo all’Europa, ai nostri scienziati e ai nostri ingegneri, l’opportunità che l’apertura di questo spaziano industriale potrà offrire.
I punti cardine della proposta italiana
- Nuova categoria di veicoli: L’introduzione di una classe di veicoli alimentati esclusivamente con carburanti CO2 neutrali, i cosiddetti bio-fuel o e-fuel. L’obiettivo è aggiungere nuove opzioni tecnologiche all’elettrico per rafforzare i target climatici.
- Estensione dei tempi per i target: La possibilità per le case automobilistiche di calcolare il raggiungimento dei target di riduzione delle emissioni su un periodo di cinque anni (invece degli attuali tre), estendendo di fatto la flessibilità prevista dal regolamento UE fino al 2032.
- Superamento dell’approccio allo scarico: Il Ministro Pichetto Fratin ha criticato l’attuale metodo che considera solo le emissioni allo scarico, definendolo una contraddizione che equipara ingiustamente l’impronta di una piccola utilitaria a quella di un grande SUV solo perché entrambi elettrici.
- Sinergia con la Direttiva RED III: La richiesta di creare un collegamento normativo tra i regolamenti automotive e la direttiva sulle rinnovabili (RED III), definendo standard elevati per i combustibili derivanti dall’economia circolare e dagli assorbimenti biologici.
- Flessibilità e Mercato: Estendere e rendere coerenti gli strumenti di flessibilità a favore dei combustibili alternativi, assicurando che il percorso sia allineato alla reale disponibilità di infrastrutture e alla risposta del mercato.
- Spazio industriale europeo: La proposta punta a fare dell’Europa un’avanguardia nello sviluppo di nuovi carburanti e motori neutri.
Emissioni auto Ue, verso un negoziato difficile
Tra i due blocchi si posiziona la Germania, il leader europeo dell’automotive che pur considerando l’elettrificazione centrale, ha espresso soddisfazione per l’apertura a trazioni diverse, pur mantenendo riserve sulla clausola Made in UE.