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Così l’ETS2 potrebbe liberare l’UE dalla sua dipendenza dal petrolio

ETS2, proposta T&E: redistribuire metà dei fondi a soggetti fragili
Immagine creata con IA

di Erminia Voccia

Nel 2027 l’Unione Europea introdurrà l’ETS2, un nuovo sistema di tariffazione delle emissioni di anidride carbonica per trasporti ed edilizia. L’ETS2 estende il mercato del carbonio esistente (EU ETS1) ai settori delle costruzioni e dei trasporti su strada, applicando un prezzo al carbonio su diesel, benzina e combustibili per il riscaldamento.

Uno studio di Transport & Environment (T&E), la maggiore organizzazione indipendente europea per la decarbonizzazione dei trasporti, ritiene che l’ETS2 rappresenti un’opportunità unica per sostenere i cittadini europei nel percorso verso l’abbandono dei combustibili fossili. Non solo, il nuovo sistema di scambio di quote di emissione permetterebbe all’Europa di liberarsi gradualmente dalle importazioni di petrolio oltre che aiutare a ridurre l’inquinamento generato dai veicoli.

L’estensione del mercato del carbonio “gemello” dell’ETS1 a trasporti ed edilizia rischierà di gravare direttamente sui consumatori causando aumenti dei prezzi dei carburanti. Per questo la sua entrata in vigore porta con sé non poche preoccupazioni per il tessuto sociale. Il prezzo ETS2 verrà applicato indipendentemente dal reddito, sia tra i Membri UE che all’interno degli stessi Paesi. La nuova imposta, dunque, finirebbe per colpire in modo sproporzionato i conducenti di auto a basso reddito. La proposta di T&E, quindi, è la redistribuzione dei proventi.

T&E: ETS2 occasione da 300 miliardi per liberare l’UE dalla dipendenza dal petrolio

Esther Marchetti, Clean Transport Advocacy Manager di T&E Italia, ha spiegato: “L’ETS2 offre un’occasione da 300 miliardi di euro per liberare gli europei dalla dipendenza dal petrolio, il cui import è una zavorra economica insostenibile, nonché per ridurre l’inquinamento dalla mobilità su strada. Le preoccupazioni sociali sono concrete, ma si possono superare redistribuendo una parte dei fondi alle famiglie più vulnerabili e investendo il resto nella mobilità elettrica e nei trasporti pubblici e condivisi, per una transizione più giusta e sostenibile”.

L’UE ha istituito il Fondo Sociale per il Clima (FSC) per assicurare che i fondi ricavati dall’ETS2 siano redistribuiti alle famiglie vulnerabili. T&E propone alla Commissione europea di concedere prestiti direttamente agli Stati Membri per consentire l’attuazione diretta di politiche e misure a sostegno dei consumatori e realizzare investimenti a favore della riduzione delle emissioni di carbonio, prima dell’entrata in vigore dell’ETS2. Tali prestiti potranno poi essere recuperati dal ricavato futuro dell’ETS2 invece che attendere che vengano riscossi.

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Misure per mantenere stabile il prezzo del carbonio

Nel sistema di scambio di emissioni, il prezzo del carbonio può variare considerevolmente e i prezzi non possono essere calmierati a livello nazionale. Per questo motivo T&E chiede una riforma della Riserva di stabilità del mercato europeo delle emissioni, il meccanismo che regola l’offerta di quote di anidride carbonica, per mantenere un prezzo stabile e vicino a 55 euro per tonnellata di CO2. A questo prezzo, il nuovo sistema ETS aggiungerebbe quasi 7 euro al prezzo del pieno di un’auto (considerando la VW Polo come riferimento). Anche così, sostiene T&E, i prezzi della benzina rimarrebbero comunque inferiori alla media degli ultimi 20 anni, al netto dell’inflazione.

Media reale del prezzo della benzina con sovrapprezzo ETS2

L’ETS2 spinge il settore dei trasporti su strada e dell’edilizia verso gli obiettivi climatici, favorendo la riduzione progressiva delle emissioni. Ma da solo il sistema non basta. Agire presto è importante per evitare che i prezzi del carbonio, nel sistema ETS2, aumentino per colmare il divario causato dal ritardo nell’attuazione di altre politiche. Se le misure sugli standard europei sulle emissioni di CO2 dei veicoli o le zone a zero emissioni a livello nazionale verrano posticipate o non saranno efficaci nel ridurre le emissioni, i prezzi del carbonio potrebbero salire.

A tal proposito, T&E chiede all’Unione di incoraggiare i singoli Stati a integrare nei loro Piani nazionali per l’energia e il clima (PNIEC) nuovi strumenti per ridurre le emissioni dei trasporti su strada e degli edifici e di fissare degli obiettivi di elettrificazione per le grandi flotte aziendali. Misure di questo tipo potrebbero contribuire a ridurre le emissioni e contenere i prezzi dell’ETS2.

Qui lo studio di T&E

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