
di Alessandro Petrone
Con un nuovo regolamento delegato, la Commissione Europea definisce le modalità con cui i produttori di petrolio e gas dell’UE dovranno contribuire allo sviluppo di soluzioni per lo stoccaggio CO2 industriale, in linea con il Clean Industrial Deal.
L’iniziativa, prevista dal Net-Zero Industry Act, fissa l’obiettivo vincolante di raggiungere almeno 50 milioni di tonnellate di capacità annua di iniezione di CO2 entro il 2030, in siti geologici profondi e sicuri. La misura punta a coinvolgere attivamente l’industria fossile nella transizione climatica, rendendola parte della soluzione per la decarbonizzazione delle attività industriali.
Quote vincolanti per 44 aziende europee
Le 44 imprese individuate dalla Commissione – elencate nell’Allegato 1 del documento The EU’s 2030 carbon storage target – saranno obbligate a fornire nuova capacità operativa di iniezione geologica in proporzione alla loro produzione storica di petrolio e gas. Il gas serra, una volta catturato dai processi industriali, viene compresso, trasportato e poi iniettato in profondità in formazioni rocciose porose, dove resta intrappolato sotto spessi strati impermeabili che ne impediscono la risalita. Questa tecnica permette di conservare la CO2 in modo permanente, evitando che torni in atmosfera.
La CO2 raccolta può essere stoccata in modo definitivo o, in alcuni casi, reimpiegata in processi industriali, ad esempio nella produzione di carburanti sintetici, fertilizzanti o materiali da costruzione. Tuttavia, per contribuire alla neutralità climatica, è essenziale puntare su soluzioni di stoccaggio geologico che assicurino la rimozione stabile del gas serra dall’atmosfera, compensando le emissioni delle industrie hard-to-abate.
Ruolo attivo per l’industria fossile
“Avendo estratto idrocarburi e contribuito alle emissioni di gas serra, ora contribuiranno anche alla mitigazione dei cambiamenti climatici”, ha dichiarato Kurt Vandenberghe, Direttore generale per l’Azione per il Clima della Commissione Europea. “Combinando know-how industriale, iter autorizzativi più rapidi e un solido supporto finanziario, possiamo promuovere in modo significativo la decarbonizzazione e la modernizzazione industriale in Europa”.
Piani entro giugno 2025 e progetti strategici
Le aziende obbligate dovranno presentare entro il 30 giugno 2025 un piano che indichi tappe, strumenti e modalità operative per rispettare gli obiettivi assegnati. Saranno riconosciute come Progetti Strategici Net-Zero tutte le iniziative che rispetteranno i criteri previsti, compresi i progetti congiunti e quelli affidati a sviluppatori terzi.
Stoccaggio CO2 vs capacità naturale degli alberi
Il contributo dello stoccaggio CO2 industriale è indispensabile, considerando che un solo ettaro di foresta può assorbire mediamente tra 10 e 20 tonnellate di CO2 l’anno, a seconda delle specie arboree e delle condizioni climatiche. Numeri insufficienti a compensare le emissioni dell’industria pesante europea, che richiede quindi soluzioni tecnologiche su larga scala, in grado di agire in tempi rapidi e con volumi elevati.
Esenzioni e iter legislativo
Restano escluse dall’obbligo le aziende con quote marginali di produzione, elencate nell’Allegato 2 del documento succitato. Il Regolamento entrerà in vigore, salvo obiezioni da parte del Parlamento o del Consiglio, a fine luglio 2025, insieme alla pubblicazione della Decisione sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE.
Una strategia integrata per il carbon management
Con questa misura, la Commissione rafforza l’architettura del carbon management europeo, inserendo lo stoccaggio CO2 industriale come componente strutturale nella transizione energetica. Un’infrastruttura tecnica – diversa ma complementare rispetto alle soluzioni naturali – che permette di stabilizzare in modo permanente grandi volumi di CO2, e che ora vede protagonisti anche i grandi attori del settore petrolifero e del gas.