Rinnovabili

Aumentare la flessibilità del sistema energetico moltiplicando per 10 i BESS

Aumentare la flessibilità del sistema energetico moltiplicando per 10 i BESS

“A Flexibility Strategy for the EU”

Nel 2024, le fonti rinnovabili hanno battuto un nuovo record in Europa, fornendo quasi la metà della produzione elettrica totale. Un progresso fondamentale per la decarbonizzazione del sistema energetico che, tuttavia, chiede oggi un altro grande cambiamento: un aumento della flessibilità attraverso soluzioni ad hoc e investimenti mirati nelle reti.

Il come lo spiega in dettaglio il nuovo paper di SolarPower Europe dal titolo “A Flexibility Strategy for the EU”. Il documento lancia un messaggio chiaro: il vecchio continente deve aumentare drasticamente la flessibilità del sistema energetico per raggiungere i suoi obiettivi climatici, di sicurezza e competitività. E deve farlo con un approccio che sfrutti appieno il potenziale della risposta alla domanda e che colga le opportunità dell’accumulo a batterie per moltiplicare di 10 volte la capacità di stoccaggio elettrico dell’UE entro il 2030.

“L’Europa ha bisogno di una tabella di marcia coerente per integrare la flessibilità ovunque”, ha commentato Catarina Augusto di SolarPower Europe, autrice principale del paper. “Per questo motivo chiediamo una Strategia comunitaria dedicata, supportata da un Piano d’Azione per l’Accumulo energetico a batteria, affinché i responsabili politici possano agire ora per rendere il nostro sistema energetico a prova di futuro”.

La perdita di flessibilità del sistema energetico

Per flessibilità si intende la capacità del sistema di adattare in maniera veloce ed efficiente la produzione o il consumo di energia in risposta ai segnali provenienti dalla rete o dal mercato. E garantire in questo modo la sicurezza dell’approvvigionamento, evitando i blackout.

La crescente penetrazione di fonti rinnovabili non programmabili e la sostituzione della vecchia produzione fossile centralizzata con risorse distribuite sta portando inevitabilmente ad una perdita di flessibilità. Una situazione che, in futuro, potrebbe essere esasperata anche dalla progressiva elettrificazione dei consumi.

In questo contesto servono quindi nuove risorse “flessibili”, ossia soluzioni che rendano la rete capace di gestire eventuali carenze o eccedenze di energia. E non si tratta solo di una questione di mera sicurezza dell’approvvigionamento. La flessibilità potrebbe anche ridurre del 25% i prezzi medi dell’elettricità sul mercato del giorno prima e far risparmiare al Blocco fino a 30 miliardi di euro all’anno in costi di sistema entro il 2030.

Una strategia comunitaria per i BESS

Nel position paper, l’associazione propone una specifica Strategia UE per la flessibilità includendo anche un Piano d’Azione dedicato ai BESS. Che il focus sia propri su questo segmento non sorprende.

Secondo i dati di SolarPower Europe, nel 2024 l’UE ha installato 8,5 GWh di accumulo a batterie, portando la capacità totale a 49,1 GWh. Quest’anno le installazioni dovrebbero crescere di quasi il 40%, raggiungendo i 25,7 GWh. Un trend sostenuto che nel medio termine, però, potrebbe non essere sufficiente allo scopo.

Nel dettaglio, per soddisfare il fabbisogno di flessibilità in un sistema basato sulle rinnovabili sarebbero necessari 780 GWh di BESS entro il 2030. Al ritmo attuale, per la fine del decennio la capacità non supererà i 400 GWh.

Semplificare l’iter per i Sistemi di Accumulo a Batteria

L’accelerazione dei sistemi di accumulo a batteria richiede un approccio integrato che lavori su più fronti per rimuovere sia le barriere normative che economiche.

Il primo passo è ovviamente la semplificazione del permitting. Il documento suggerisce di allegerire l’iter autorizzativo per i BESS aggiunti a impianti rinnovabili esistenti e di adottare negli altri casi procedure autorizzative specifiche. Evitando dunque di assimilare questi sistemi agli asset di produzione. L’associazione chiede anche di istituire sportelli unici per tutte le autorizzazioni ed esorta gli Stati membri ad adottare piani infrastrutturali dedicati per reti e accumulo, che individuino aree designate e prevengano strozzature.

La strategia suggerisce anche di esentare i BESS dalla Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) in caso di inserimento in progetti preesistenti con VIA già ottenuta, fornendo la possibilità agli sviluppatori di presentare richieste di autorizzazione congiunte per i progetti ibridi (ad esempio fotovoltaico con accumulo).

Strumenti di mercato

Tra le proposte per accelerare l’implementazione dei BESS c’è anche quella di applicare esenzioni specifiche da tariffe e oneri di rete, specialmente nelle aree congestionate.

E ancora: i BESS devono poter partecipare pienamente ai mercati energetici combinando e vendendo simultaneamente più servizi o prodotti attraverso il meccanismo del cosiddetto revenue stacking. Il termine è usato per indicare l’accumulo di ricavi sia dal mercato del trading energetico, sia da quello dei servizi di bilanciamento che da quello della capacità. L’accumulo di ricavi da diversi mercati appare come il miglior modello di business per raggiungere una decisione di investimento finanziario e sbloccare capitale privato.

Il documento mostra come i modelli con la finanziabilità più alta (basso rischio) sono quelli che riescono a contrattualizzare i ricavi a lungo termine, sia attraverso accordi privati (PPA ibridi/Accordi di Tolling) sia attraverso schemi di supporto pubblico (Mercato della capacità/schemi di supporto dedicati).

Tra le indicazioni del paper compaiono anche le seguenti richieste:

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