
Il litio, elemento chiave per la produzione delle batterie delle auto elettriche, potrebbe non bastare per tutti. Secondo uno studio pubblicato su Cell Reports Sustainability, anche con una crescita significativa nella produzione interna, Cina, Europa e Stati Uniti faranno fatica soddisfare la crescente domanda di litio per EV. A meno di non mettere in conto un’espansione delle importazioni o un’innovazione tecnologica radicale. I tre attori principali, infatti, insieme rappresentano l’80% delle vendite globali di auto elettriche.
“Il litio oggi è importante quanto la benzina nella rivoluzione industriale”, afferma l’autore Qifan Xia della East China Normal University di Shanghai. “Sebbene le riserve di litio siano ingenti in tutto il mondo, sono distribuite in modo non uniforme tra i diversi paesi. Quindi, eravamo interessati a capire se i principali mercati dei veicoli elettrici potessero essere autosufficienti”.
La crescente domanda di litio e le proiezioni attuali
Si stima che la Cina, il maggiore produttore al mondo di batterie e veicoli elettrici, potrebbe aver bisogno fino a 1,3 milioni di tonnellate di carbonato di litio equivalente (LCE) per la produzione di nuovi veicoli elettrici entro il 2030. L’Europa ne richiederà circa 792.000 tonnellate, seguita dagli Stati Uniti con 692.000 tonnellate.
Attualmente, la maggior parte delle importazioni di litio proviene da un numero limitato di fornitori, principalmente Cile e Australia. Lo studio avverte che un aumento delle importazioni da parte di una regione ridurrebbe direttamente l’accesso per le altre, esacerbando le tensioni commerciali internazionali. Ad esempio, un aumento del 77% delle importazioni cinesi potrebbe portare a una diminuzione dell’84% per gli Stati Uniti e del 78% per l’Europa.
Le riserve interne per contrastare la crisi del litio
Ecco perché il gruppo ha, come prima cosa, ricapitolato tutti i giacimenti identificati dai geologi nelle tre regioni che presentano un potenziale di sfruttamento. I più promettenti del Vecchio continente si trovano in Spagna, Portogallo, Germania, Francia, Serbia e Finlandia, ma l’estrazione commerciale deve ancora iniziare.
Secondo le ipotesi avanzate dal team di ricerca:
- Cina: Potrebbe produrre tra 804.000 e 1,1 milioni di tonnellate di LCE entro il 2030.
- Europa: La produzione potrebbe raggiungere le 325.000 tonnellate.
- Stati Uniti: La produzione potrebbe variare tra 229.000 e 610.000 tonnellate nei prossimi cinque anni.
Se tutti i progetti minerari proposti venissero avviati rapidamente, gli Stati Uniti e la Cina potrebbero soddisfare quasi interamente il proprio fabbisogno grazie alle riserve interne. L‘Europa, invece, potrebbe più che dimezzare la sua futura dipendenza dalle importazioni.
Crisi del litio: soluzioni al problema
Per evitare una crisi nell’approvvigionamento di litio e garantire il raggiungimento degli obiettivi climatici, lo studio suggerisce diverse strategie:
- Accelerare l’avvio di nuovi progetti minerari e ottimizzare quelli esistenti.
- Esplorare nuove fonti di litio a livello globale per ridurre la dipendenza da pochi paesi.
- Sviluppare e adottare tecnologie per batterie che utilizzano meno o niente litio, come le batterie agli ioni di sodio. Questo non solo allevierebbe la carenza, ma contribuirebbe anche agli obiettivi di sostenibilità.
- Spostare l’attenzione dalla produzione di veicoli elettrici personali alla promozione e all’incentivazione dei trasporti pubblici.
Secondo uno degli autori dello studio, “senza un’azione immediata per espandere l’attività mineraria, diversificare i fornitori e ripensare il modo in cui gestiamo la domanda, il mondo rischia di subire ritardi nel raggiungimento degli obiettivi critici in materia di clima ed energia“.
Leggi lo studio Long on expectations, short on supply: Regional lithium imbalances and the effects of trade allocations by China, the EU, and the USA pubblicato su Cell Reports Sustainability.