
Rotterdam è il porto più grande d’Europa, uno dei più importanti al mondo. Ogni anno transitano sulle sue acque circa 28mila navi, oltre 90mila imbarcazione da navigazione interna e qualcosa come 13mila navi container, secondo i dati dell’Autorità Portuale di Rotterdam. L’impatto ambientale del trasporto via fiume e mare, come si può dedurre da questi numeri, è molto alto, motivo per cui in Olanda c’è un’intensa ricerca nella riduzione delle emissioni inquinanti.
Proprio a Rotterdam, infatti, è stato lanciato un servizio di trasporto container a zero emissioni, grazie all’impegno di tre attori della logistica fluviale: Inland Terminals Group, Zero Emission Services e Nedcargo che hanno equipaggiato la nave MS Den Bosch Max Groen per navigare tra Den Bosch e il porto di Rotterdam alimentata esclusivamente da container batteria intercambiabili, chiamati Zespack.
Propulsione a zero emissioni. Come funziona?
Al centro di questa promessa rivoluzionaria del trasporto marittimo c’è la soluzione sviluppata da un’azienda olandese, ZES, che fornisce energia pulita alle imbarcazioni attraverso i suoi container di batterie mobili e intercambiabili; un sistema che potrebbe risolvere uno dei principali ostacoli alla transizione elettrica del trasporto via nave, cioè i lunghi tempi di ricarica.
Questi contenitori, ZESpack, caricati con energia rinnovabile, una volta esauriti possono essere rapidamente sostituiti con un altro carico al 100%, presso una delle stazioni di scambio dislocate lungo il percorso di navigazione. Un’operazione di carico e scarico come se fosse un qualsiasi container adibito al trasporto merci.
Allo stesso tempo questi hub fluviali di ricarica contribuiscono con i container di batterie a stabilizzare la rete elettrica o soddisfare la domanda locale e temporanea di elettricità. Ad esempio, per alimentare un cantiere edile oppure per fornire energia elettrica da terra alle imbarcazioni. Attualmente ZESpack usano le batterie, ma se in futuro “l’idrogeno diventasse più economico” dicono dall’azienda, allora i container dotati di tecnologia a idrogeno saranno in grado di fornire energia allo stesso modo. Infatti le stazioni di ricarica sono progettate per consentire sinergie con altre tecnologie, come l’idrogeno.
Sistema sicuro: fino a 6 ore di autonomia
Le chiatte hanno una capacità che varia da 500 a 1000 kW, per cui con uno ZESpack da 2600 kWh, una chiatta può navigare per un periodo compreso tra 2 e 6 ore; se invece porta due ZESpack a bordo, può percorrere una distanza da 60 a 120 km. I contenitori delle batterie sono caricati con rinnovabili, ed inoltre il gruppo propulsore elettrico della chiatta garantisce l’assenza di emissioni di CO2, azoto o particolato.
I sistemi di controllo nel container e a bordo garantiscono che le batterie non possano essere sovraccaricate, mentre i sistemi di raffreddamento mantengono costante la temperatura all’interno del container. La batteria è garantita per un periodo di oltre 10 anni, visto che trascorso questo periodo la sua capacità si riduce di circa il 20%.
Più economico, più ecologico
Il modello di business di ZES risulta anche più economico per gli armatori, che pagano solo per l’energia effettivamente consumata, anche grazie al Fondo Nazionale per la Crescita che sostiene con sovvenzioni gli operatori del settore che intendono abbracciare la transizione energetica.
Se il percorso tra Den Bosch e Rotterdam è solo l’inizio, la fase successiva sarà la possibilità di scambiare i container batteria in tre sedi strategiche: Alphen aan den Rijn, Alblasserdam e Den Bosch, con l’obiettivo di creare una rete solida per la navigazione elettrica a batteria ed un modello scalabile. Il progetto olandese, secondo le stime, potrebbe portare ad una riduzione di 800 tonnellate di CO2 all’anno e spingere gli spedizionieri ad adottare questo tipo di trasporto via acqua per ridurre le proprie emissioni Scope 3.
