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Servono 150 mld di $ per garantire l’accesso universale all’elettricità in Africa entro il 2035

Accesso universale all’elettricità in Africa: servono 150 mld di $.
Accesso universale all’elettricità in Africa: servono 150 mld di $ – Immagine realizzata con IA

IEA: investimenti coprono appena il 15% del fabbisogno totale

L’accesso universale all’elettricità in Africa resta lontano, nonostante i progressi tecnologici e l’aumento degli investimenti. Secondo il nuovo rapporto Financing Electricity Access in Africa dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), raggiungere l’obiettivo entro il 2035 richiederà 150 miliardi di dollari, pari a 15 miliardi l’anno. Oggi, però, meno di 2,5 miliardi di dollari sono stati effettivamente impegnati per nuovi progetti di connessione, una cifra che copre appena il 15% del fabbisogno totale.

L’impegno attuale non basta per chiudere il divario energetico

Il report segnala che i progressi nell’espansione dell’elettricità in Africa subsahariana si sono quasi fermati. Circa 600 milioni di persone vivono ancora senza accesso alla rete elettrica. Nonostante le difficoltà macroeconomiche e la riduzione degli aiuti allo sviluppo, la IEA ritiene possibile raggiungere l’accesso universale all’elettricità in Africa con una strategia mirata. Nel 2023, oltre il 70% dei finanziamenti proveniva da fondi pubblici internazionali, mentre il settore privato contribuiva per meno del 30%. Per colmare il divario, sarà necessario che la quota privata salga al 45% nei prossimi dieci anni.

Il ruolo decisivo del settore privato e delle riforme regolatorie per ottenere l’accesso universale all’elettricità in Africa

L’investimento privato sarà la chiave per il successo. Il rapporto IEA propone riforme normative che rendano più semplice partecipare ai progetti energetici locali. Integrare i piani di elettrificazione nei programmi nazionali di sviluppo rurale aumenterebbe la domanda di energia e la sostenibilità economica degli impianti. La finanza agevolata IEA evidenzia la necessità di meccanismi di garanzia e strumenti per attrarre capitali privati, riducendo il rischio percepito. Tra le misure indicate, la IEA suggerisce incentivi fiscali mirati e una maggiore trasparenza nei processi di aggiudicazione.

Più equità nella distribuzione dei fondi: il nodo delle aree rurali

La gran parte dei finanziamenti è destinata alle aree urbane, mentre l’80% della popolazione senza energia vive in zone rurali. Inoltre, la metà dei flussi finanziari è concentrata in appena sei Paesi. Per superare questo squilibrio, la IEA raccomanda di potenziare i sistemi decentralizzati, come le mini-grid e i solar home system, fondamentali per l’elettricità rurale. Questi modelli richiedono investimenti ridotti e tempi di realizzazione più rapidi, adattandosi meglio alle comunità isolate e ai contesti fragili, come gli insediamenti informali e gli Stati colpiti da crisi umanitarie.

Concessional finance e capitale di rischio: due leve per la transizione

Secondo l’analisi dell’agenzia, circa il 40% degli investimenti complessivi fino al 2035 dovrà provenire da finanza agevolata. Si tratta di risorse essenziali per sostenere i progetti che non attraggono capitali privati, come quelli destinati alle comunità a basso reddito o alle fasi iniziali di sviluppo. Il rapporto suggerisce anche un aumento di dieci volte del capitale di rischio per i progetti di accesso energetico, considerato un fattore decisivo per accelerare la crescita del settore. La IEA invita i governi e le istituzioni multilaterali a concentrarsi sulle aree più deboli, garantendo assistenza tecnica e rafforzamento delle competenze locali.

Il problema dei costi per le famiglie

Oltre alle infrastrutture, resta il tema della sostenibilità economica dell’elettricità. La IEA stima che circa 220 milioni di persone, pari al 40% di chi oggi non ha accesso, non potrebbero permettersi nemmeno un pacchetto base di servizi elettrici con i redditi attuali. Per un pacchetto essenziale la quota sale a 400 milioni di persone. Per affrontare questo ostacolo, il rapporto raccomanda sussidi temporanei destinati a famiglie vulnerabili o piccoli sviluppatori. La strategia prevedere anche l’uso di capitali agevolati per abbattere i costi finanziari dei progetti. Solo in questo modo si potrà garantire un’energia non solo disponibile, ma anche accessibile e inclusiva.

Una strategia comune per l’accesso universale all’elettricità in Africa nel 2035

Secondo l’analisi della IEA, per raggiungere l’accesso universale all’elettricità in Africa sarà necessario un aumento significativo del flusso di capitali verso le soluzioni decentralizzate. Oggi i progetti di mini-grid e impianti solari domestici ricevono meno del 20% dei finanziamenti complessivi, nonostante rappresentino l’unica opzione praticabile per oltre la metà delle comunità rurali. IEA sottolinea che i costi di connessione tramite mini-grid sono diminuiti di quasi il 60% negli ultimi dieci anni.

Questo, grazie al calo dei prezzi dei moduli fotovoltaici e delle batterie. Il potenziale economico è notevole: ogni milione di dollari investito in questi sistemi può generare fino a 800 posti di lavoro diretti e indiretti e contribuire a creare microimprese locali. L’agenzia richiama infine l’urgenza di migliorare la pianificazione integrata tra reti nazionali e soluzioni autonome. Questo sarà possibile promuovendo partenariati pubblico-privati che permettano di garantire energia continua e affidabile anche nelle aree più remote del continente.

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