
L’Italia si trova a un bivio cruciale per la riqualificazione del proprio patrimonio edilizio. Secondo una recente indagine del Centro studi di Fondazione Geometri Italiani, il Bel Paese sarebbe a metà strada nel suo percorso verso l’obiettivo Net Zero, in parte anche grazie all’apporto degli incentivi fiscali per l’edilizia che hanno fatto da volano al settore della ristrutturazione sostenibile. Ma un nuovo report rilasciato dal Buildings Performance Institute Europe (BPIE), mette in guardia dalla lentezza di processi troppo burocratici e poco pratici. Secondo il l’Istituto, l’innovazione nel settore delle ristrutturazioni non è solo un’opzione, ma un’esigenza strategica per raggiungere gli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione degli edifici dell’Unione Europea e per sbloccare un potenziale di crescita economica finora inespresso. Eppure il settore delle costruzioni europeo, resta uno dei meno innovativi oltre che uno dei più difficili da riconvertire proprio per la vasta gamma di edifici esistenti.
Tre pilastri dell’innovazione per raggiungere la decarbonizzazione
Secondo i ricercatori del BPIE autori del report “Upscaling Innovation in Renovation”, le soluzioni pensate per i nuovi edifici non sono sufficienti ad affrontare le sfide della riqualificazione del patrimonio esistente, che rappresenta l’85% del parco immobiliare attuale e che sarà ancora in uso nel 2050.
Per accelerare la decarbonizzazione del settore edile e aumentare la competitività oltre che le ristrutturazioni sostenibili, il BPIE individua tre pilastri fondamentali:
- Creazione di mercati: Incentivare l’innovazione con normative mirate (es. MEPS) per stimolare la domanda e guidare gli investimenti nel settore.
- Trasformazione digitale: Modernizzare il settore attraverso la digitalizzazione per creare nuove opportunità di business e migliorare l’efficienza.
- Finanza strategica: De-rischiare gli investimenti per startup e PMI con strumenti finanziari pubblici mirati, rendendo l’innovazione accessibile a tutti.
Creare mercati mirati con la regolamentazione
Il primo punto ritenuto indispensabile dal report del BPIE sposta l’attenzione sui mercati.
La Direttiva Case Green (EPBD) rappresenta un’opportunità cruciale per gli Stati membri di creare la domanda necessaria per le soluzioni innovative. Attraverso l’implementazione di standard minimi di prestazione energetica (MEPS), le politiche possono orientare gli investimenti e incentivare il mercato. Il BPIE suggerisce di affiancare questi requisiti a incentivi aggiuntivi e di promuovere l’utilizzo di strumenti digitali, come il Building Information Modelling (BIM), che rendano più efficiente la progettazione e l’esecuzione dei progetti di efficienza energetica degli edifici.
Digitalizzazione della catena del valore
La digitalizzazione edilizia è un fattore chiave per migliorare efficienza e trasparenza. L’uso di registri digitali, passaporti dei materiali e database condivisi consente un monitoraggio accurato delle prestazioni energetiche, stimola nuovi modelli di business e riduce gli sprechi.
Un ruolo decisivo lo gioca anche la revisione delle normative sugli appalti pubblici, necessaria per introdurre gare basate su performance e non solo su costi.
Soluzioni finanziarie per la ristrutturazione sostenibile
Ma per rendere l’innovazione accessibile servono strumenti finanziari mirati. Accanto ai più conosciuti Bonus Edilizi ed incentivi, secondo il BPIE, andrebbero sviluppate strategie per supportare le Start-up e le PMI, accelerando l’adozione di nuove tecnologie e processi di economia circolare.
Il rapporto suggerisce l’utilizzo di strumenti di finanziamenti per una ristrutturazione sostenibile ma mirata, che riduca il rischio per gli investitori, sfruttando ad esempio sovvenzioni, venture capital e impegni anticipati di mercato. L’obiettivo è stimolare la domanda e permettere alle imprese di investire in nuove tecnologie e processi.
Le cinque aree chiave dell’innovazione
Lo studio identifica quindi 5 aree di innovazione chiave, cinque direttrici fondamentali per trasformare il settore delle ristrutturazioni:
- Innovazioni di processo e sociali (es. prefabbricazione, project management collaborativo): sviluppare nuovi metodi per pianificare, eseguire e gestire le ristrutturazioni, come la prefabbricazione modulare e i “one-stop shop”.
- Innovazione nella Digitalizzazione (BIM, gemelli digitali, droni per ispezioni): attraverso strumenti e metodi digitali come il BIM, droni e piattaforme digitali per la gestione dei progetti.
- Innovazione nei Materiali (isolanti ad alte prestazioni, calcestruzzi autoriparanti, materiali bio-based): grazie a materiali nuovi o migliorati si aumenta l’efficienza, la sostenibilità e la durabilità, come gli isolanti ad alte prestazioni e il calcestruzzo auto-riparante.
- Tecnologie per l’efficienza energetica (pompe di calore, vetri ad alte prestazioni, sistemi domotici): migliorando le tecnologie si migliorano direttamente le le prestazioni degli edifici, come le pompe di calore termoacustiche e le finestre a infrarossi.
- Innovare nell’Economia circolare (design for disassembly, riuso componenti, passaporti dei materiali): un settore che spazia tra una pluralità di utilizzi per una gestione più sostenibile dei materiali, come i “material passports” e le strategie di “design for disassembly”.
Il rapporto del BPIE non è solo un’analisi, ma un vero e proprio invito all’azione. La riqualificazione del patrimonio edilizio europeo è una sfida complessa, ma anche l’opportunità per un profondo cambiamento nel settore delle costruzioni. Attraverso un approccio strategico che unisce normative chiare, digitalizzazione e finanziamenti mirati, è possibile sbloccare il potenziale dell’innovazione. La ristrutturazione sostenibile diventa così la strada più veloce per raggiungere gli obiettivi climatici.