
L’Unione Europea è sul punto di imporre un nuovo giro di vite contro la flotta ombra russa, le vecchie navi accusate di trasportare petrolio e gas da parte di Mosca nascondendosi dietro bandiere fittizie. Tra le misure al vaglio di Bruxelles ci sarebbe anche la possibilità di rafforzare il quadro giuridico di riferimento per consentire agli Stati Membri dell’UE di svolgere ispezioni in mare a bordo delle petroliere sospette.
L’ispezione sulle navi della flotta ombra russa
Un documento preparato dal Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE), responsabile delle relazioni diplomatiche dell’Unione con i Paesi esterni al blocco e organo che guida la politica estera e di sicurezza dell’UE, includerebbe appunto il rafforzamento dei diritti di ispezione. La proposta risponde al desiderio di Bruxelles di tagliare le entrate economiche russe ricavate dalla vendita di petrolio e gas. Mosca sfrutta tali risorse per finanziare la guerra in corso in Ucraina, aggirando le sanzioni internazionali.
Proprio oggi, lunedì 20 ottobre, i Ministri degli Esteri dell’UE discutono delle nuove misure da adottare contro la Russia. La bozza di documento suggerirebbe di stringere eventuali accordi bilaterali tra l’UE e gli Stati di bandiera delle navi con lo scopo di permettere imbarchi pre-autorizzati utili a condurre ispezioni in mare, stando a quanto riferisce Reuters.
Il documento affermerebbe che l’Unione sarebbe pronta ad assistere gli Stati Membri chiamati ad agire contro queste navi, qualora questi accettassero di concedere a Bruxelles il diritto di negoziare accordi per loro conto con gli Stati di bandiera extra UE.
Panama, il primo Paese a livello globale quanto a registrazioni navali, avrebbe accettato di cancellare dai registri le navi sanzionate dall’UE e ultimamente avrebbe anche deciso di negarle alle imbarcazioni più vecchie di 15 anni, come racconta Politico.
I pericoli delle navi fantasma russe
Le navi della flotta ombra di Mosca pongono un serio rischio alle infrastrutture critiche nazionali dei Paesi dell’UE dal momento che possono essere utilizzate come basi per attacchi ibridi contro il territorio dell’Unione. Il sospetto è che le navi vengano usate come piattaforme di lancio per droni russi utilizzati per la ricognizione o per interrompere le operazioni degli aeroporti civili, come è capitato più volte nelle scorse settimane.
Il documento citerebbe espressamente l’esempio dei soldati francesi che a inizio ottobre sono saliti a bordo di una petroliera, la Boracay, ritenuta parte della flotta fantasma russa e rimasta ancorata al largo della Francia per alcuni giorni. La nave si trovava non lontano dalle coste della Danimarca quando il volo di droni non identificati ha causato la chiusura temporanea di diversi aeroporti danesi.
Cresce la flotta ombra russa
Il testo del documento sottolinea anche l’urgenza di affrontare l’aumento delle registrazioni di imbarcazioni sotto bandiere fittizie. In base alle stime del SEAE, la flotta fantasma russa conterebbe tra le 600 e le 1.400 unità. Bruxelles fino a questo momento ha sanzionato più di 400 navi ed entità che permettono a questa flotta di operare in tutto il mondo.
Allo studio il 19esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia
Dopo l’approvazione del 19esimo pacchetto di sanzioni contro Mosca, prevista entro la fine della prossima settimana, il totale delle navi e delle entità sanzionate salirà a 560. Previsto anche l’anticipo al primo gennaio 2027 del divieto alle importazioni di gas naturale liquefatto dalla Russia, un anno prima della scadenza.
Il SEAE ha spiegato che il blocco sarebbe pronto anche a colpire i servizi di rifornimento delle petroliere, il cosiddetto bunkeraggio marittimo. L’UE punterebbe a chiudere la bozza di dichiarazione entro la fine di novembre e ad adottarla durante la successiva riunione dei Ministri degli Esteri.
Se la dichiarazione otterrà il sostegno degli Stati Membri, la massima autorità diplomatica dell’UE, Kaja Kallas, chiederà al Consiglio l’autorizzazione ad avviare negoziati per accordi bilaterali con gli Stati di bandiera identificati.