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La PAC dopo il 2027 secondo il Parlamento Europeo: meno burocrazia e più incentivi?

La PAC dopo il 2027 secondo il Parlamento Europeo: meno burocrazia e più incentivi?
Foto di Zoe Richardson su Unsplash

Sostenere e potenziare l’agricoltura europea

La PAC (Politica Agricola Comune) è una delle politiche comunitarie più importanti che sostengono gli agricoltori nell’Unione Europea. Ci sono molte attese per la configurazione della PAC 2028-2034, e non solo per quanto riguarda gli aspetti economici.

Il rafforzamento dell’agricoltura è una scelta strategica

Nell’attuale assetto economico e geopolitico mondiale – tra dazi, guerre e indebolimento di alleanze che per decenni hanno garantito l’esistenza di un mercato tra i paesi occidentali – sostenere l’agricoltura europea diventa un fatto strategico e di autonomia dell’UE.

Per questi motivi gli eurodeputati vogliono che nella nuova PAC ci sia un alleggerimento degli oneri burocratici per gli agricoltori e, contemporaneamente, siano loro garantiti gli incentivi necessari per raggiungere gli obiettivi sociali e ambientali che ispirano la visione green dell’agricoltura dell’UE.

No al fondo unico

Pertanto, la nuova PAC non deve essere accorpata con altri finanziamenti che riguardano settori diversi da quello agricolo. Il nodo del fondo unico, infatti, allarma seriamente gli agricoltori che temono un ulteriore ridimensionamento dei finanziamenti.

In pratica, i parlamentari europei affermano che il sostegno al reddito deve essere erogato a tutti gli agricoltori attivi e professionali e che lo sviluppo rurale va sostenuto indipendentemente dalle politiche di coesione.

La PAC deve rafforzare la filiera alimentare

«Stiamo lottando per il futuro equo che il settore agricolo europeo merita. Ciò significa una PAC veramente comune che rafforzi la filiera alimentare, sostenga comunità rurali dinamiche e dia potere agli agricoltori attraverso l’innovazione, il ricambio generazionale e condizioni di mercato eque.

Non possiamo sostenere alcun taglio, né alcun tentativo di nazionalizzare la PAC o di fonderne i finanziamenti con altri strumenti dell’UE.

Soprattutto, dobbiamo salvaguardare e garantire i pagamenti diretti agli agricoltori; questi sono la spina dorsale del loro reddito e lo strumento più efficace per garantire la sicurezza alimentare e l’equilibrio territoriale in tutta Europa», ha dichiarato Carmen Crespo Díaz, membro della Commissione AGRI del Parlamento Europeo.

4 punti chiave per la nuova PAC

La posizione dei deputati europei si può sintetizzare in 4 punti chiave che dovrebbero delineare la nuova politica agricola comune:

La semplificazione sia un principio guida

La semplificazione deve essere uno dei principi guida della nuova PAC, che deve basarsi sugli incentivi per incoraggiare gli agricoltori a raggiungere gli obiettivi ambientali e sociali.

L’adozione di regimi ecologici, che aiutano a ridurre l’impatto dell’agricoltura sull’ambiente e sul clima, dovrebbero essere volontari e dovrebbero godere di un adeguato sostegno economico.

I deputati chiedono quindi che le pratiche agricole esistenti siano prese in considerazione quando gli agricoltori devono rispettare i requisiti per mantenere i terreni in buone condizioni agronomiche e ambientali (BCAA).

Le BCAA, infatti, prevedono norme che riguardano la gestione delle acque, la copertura del suolo, la rotazione colturale e la conservazione del paesaggio. Il rispetto delle BCAA dà il via libera all’ottenimento dei pagamenti UE.

Digitalizzazione per l’agricoltura sostenibile

La digitalizzazione è un nodo fondamentale per l’innovazione tecnologica in agricoltura. Tuttavia è strettamente legata all’esistenza di infrastrutture di comunicazione e di connessioni adeguate (purtroppo non sempre presenti).

Le soluzioni innovative e digitali sono una precondizione dell’agricoltura sostenibile; in più, riducono il carico di lavoro amministrativo e aumentano il reddito degli agricoltori.

Le procedure di ispezione sono piuttosto stressanti: i deputati chiedono il monitoraggio dell’utilizzo dei fondi PAC utilizzi immagini satellitari e autocertificazioni con un sistema di reporting elettronico centralizzato.

Gestione delle risorse idriche ed economia circolare

Una gestione efficiente delle risorse idriche è fondamentale per avere un a produzione agricola sufficiente e di buona qualità.

Pertanto, i deputati sostengono la necessità di investire nella modernizzazione e nello sviluppo delle infrastrutture di ritenzione, distribuzione e stoccaggio delle acque. Altrettanto indispensabili sono gli investimenti nella depurazione e nel trattamento delle acque reflue.

Infine, l’economia circolare è una scelta strategica per l’economia e l’ambiente. Si consiglia quindi di assegnare agli agricoltori degli incentivi per il recupero della biomassa, degli scarti agricoli e dei sottoprodotti.

Sul ricambio generazionale si costruisce il futuro dell’agricoltura europea

Il futuro dell’agricoltura europea dipende anche dal ricambio generazionale.

I giovani agricoltori sono naturalmente predisposti all’innovazione e alla protezione dell’ambiente, sono una potenziale roccaforte della sostenibilità.

Ma bisogna fare i conti con un gap di partenza: nell’Unione Europea quasi il 58% degli agricoltori ha più di 55 anni, solo il 6% meno di 35.

Per superare questo ostacolo, tra le proposte degli eurodeputati c’è anche l’aumento dei finanziamenti della PAC e degli incentivi fiscali e creditizi con l’obiettivo di rimuovere gli ostacoli di carattere economico che scoraggiano dal diventare agricoltori.

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