
La Commissione Europea fa sapere che il progetto GreenMED Mediterraneo procede nel suo impegno per fronteggiare l’impatto del traffico navale nel bacino mediterraneo, una delle aree più colpite dall’inquinamento dovuto alle emissioni delle navi. Qui il mare semichiuso e le coste densamente popolate amplificano gli effetti dello smog e dei gas serra prodotti dal trasporto marittimo.
Con il sostegno del Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura (FEMFA), GreenMED coinvolge partner di Grecia, Spagna, Cipro ed Egitto per favorire la transizione energetica della navigazione e ridurre le emissioni in linea con gli obiettivi climatici europei.
Un osservatorio per la decarbonizzazione
Al centro del progetto c’è il Mediterranean Sustainable Shipping Observatory (MSSO), un polo per raccogliere dati, sviluppare conoscenze e offrire strumenti operativi al settore. L’Osservatorio integra analisi su consumi di carburante, emissioni, infrastrutture portuali e fabbisogno energetico delle navi. Nel primo anno sono stati elaborati i dati di 30 milioni di movimenti navali, un lavoro che consente di individuare le opzioni di combustibili alternativi e tecnologie di risparmio energetico più adatte alla regione. MSSO punta a diventare un hub stabile anche oltre la durata del progetto, sostenendo decisori politici, autorità portuali e operatori privati.
GreenMED Mediterraneo negli obiettivi UE
Il trasporto marittimo è da sempre considerato un settore difficile da decarbonizzare. Per questo l’Unione Europea ha introdotto misure specifiche, come l’inclusione delle navi nell’Emission Trading System (ETS) e i regolamenti sui carburanti alternativi. GreenMED Mediterraneo allinea il bacino mediterraneo a queste politiche, contribuendo agli obiettivi di riduzione delle emissioni del 55% al 2030 e della diminuzione fino all’80% dell’intensità carbonica dell’energia usata a bordo entro il 2050. Il progetto sviluppa scenari realistici di decarbonizzazione e li traduce in raccomandazioni per politiche e investimenti.
I benefici concreti per le comunità costiere
La decarbonizzazione non riguarda solo l’ambiente, ma anche la qualità della vita delle comunità portuali. Porti più puliti significano aria più respirabile, riduzione delle malattie legate all’inquinamento e nuovi posti di lavoro nelle tecnologie verdi. GreenMED Mediterraneo promuove la formazione di competenze legate a carburanti alternativi e sistemi energetici innovativi, sostenendo l’economia blu e gli ecosistemi marini. La collaborazione con iniziative come la piattaforma “zero emission inland waterways” e il programma WestMED rafforza l’approccio integrato.
Strumenti e collaborazione internazionale
GreenMED Mediterraneo costruisce strumenti pratici per operatori e istituzioni: mappe delle catene di fornitura dei carburanti, analisi delle infrastrutture, indici di prontezza agli investimenti. Lo sviluppo coinvolge oltre 30 stakeholder tra autorità portuali, armatori, ricercatori e fornitori di energia. Il Cyprus Marine and Maritime Institute, che guida l’Osservatorio, sottolinea il ruolo delle partnership come leva di innovazione. La Fondazione del Porto di Valencia evidenzia invece la necessità di trasformare i risultati scientifici in soluzioni utilizzabili subito da porti e compagnie.
GreenMED Mediterraneo guarda al futuro
Il progetto è pensato per durare oltre i finanziamenti iniziali, garantendo la continuità del Mediterranean Sustainable Shipping Observatory e la diffusione dei risultati. Restano sfide da affrontare, come ampliare la partecipazione dei Paesi del Mediterraneo meridionale e mantenere i dati accessibili. Ma la visione è chiara: con il sostegno dell’UE e l’impegno dei partner, GreenMED Mediterraneo può accompagnare la navigazione del bacino verso una rotta a basse emissioni, sostenendo insieme clima, economia e comunità.