Rinnovabili

Fer elettriche, con strumenti di supporto attuali sviluppabili fino a 85 GW

Fer elettriche, con strumenti di support attuali sviluppabili fino a 85 GW
Foto di Thomas Reaubourg su Unsplash

“Il Paese deve agire per perseguire gli obiettivi di decarbonizzazione attraverso la neutralità tecnologica un mix allargato e l’efficientamento energetico”. Queste le parole del presidente del GSE, Paolo Arrigoni nel suo intervento in occasione della presentazione del rapporto ISPRA 2025 sulle emissioni. Per Arrigoni l’obiettivo si coglie creando un “mix allargato con lo sviluppo di rinnovabili elettriche, elettrificazione, sviluppo di infrastrutture e sviluppo di idrogeno, sviluppo della CCS e anche rilanciare il nucleare, perché se l’obiettivo madre della decarbonizzazione é contrastare i cambiamenti climatici e ridurre le emissioni il nucleare, è una tecnologia con una bassa intensità emissiva, è molto importante sia per la produzione dell’energia, che per la produzione di idrogeno e anche di calore”.

Attualmente “siamo a buon punto nello sviluppo delle rinnovabili” ma la migliore energia rinnovabile “è quella che non si consuma”. Infatti “per fortuna da qualche anno si sta affermando il principio Energy efficiency first, perché la miglior energia rinnovabile è quella che non si consuma”.

Ce la faremo a cogliere i target sulla penetrazione delle rinnovabili, a toccare i 131 GW rinnovabili al 2030 come stabilito dal PNIEC? “Il trend di crescita è esponenziale o quasi. Nel 2021 abbiamo installato 1 GW e 7,5 GW lo scorso anno”, spiega Arrigoni.

“C’è un corteo di strumenti di sostegno allo sviluppo delle rinnovabili elettriche molto importante: Agrisolare per l’agricoltura che è protagonista anche con l’agrivoltaico, decreto comunità energetiche, Energy release con quasi 5GW, poi c’è il FER2, il FERX, una quota legata a Transizione 5.0 il cui impatto trainato sul fotovoltaico non è stimato. Stiamo parlando di strumenti che insieme cubano 85 GW, rispetto ai 56 GW che mancano al 2030 devo dire che c’è un contingente maggiore e questo consente con tranquillità di ponderare e equilibrare bene anche le tariffe di esercizio, che gravano sulla componente degli oneri di sistema”.

Rispetto al disaccoppiamento, infine, dice il presidente GSE, “siamo in un mercato comune europeo e non possiamo come Paese modificare le regole”. Ma “noi il disaccoppiamento lo stiamo perseguendo attraverso i contratti per differenza a due vie, cioè FER1, FERX, FER2 con l’Energy release, e siamo stati già chiamati ad avere un ruolo nello sviluppo dei contratti PPA Power Purchase Agreement, che sono uno strumento dall’elevato potenziale cui le grandi imprese potrebbero ricorrere”.

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