
All‘IAA Mobility 2025 di Monaco, subito dopo la presentazione della nuova SEAL 6 DM-i TOURING, prima station wagon di BYD a debuttare in Europa, abbiamo incontrato Alfredo Altavilla, uno dei top manager italiani, attuale Special Advisor di BYD Europe, la sezione europea del colosso tecnologico cinese BYD, che opera nei settori dei veicoli elettrici, delle batterie e dell’elettronica.
Altavilla è stato a lungo al fianco di Sergio Marchionne, quando era a capo del Gruppo Fiat, ed in passato ha ricoperto anche il ruolo di AD di Alitalia, ed ora il colosso cinese lo ha scelto per espandere il brand in Europa ed in Italia.
Vorrei partire proprio dall’Italia, cioè dal centro di design che BYD ha aperto a Milano. Significa che BYD ha scelto l’eccellenza italiana. Quanto è strategica la scelta di Milano per il gruppo?
La ragione per cui il centro di design si trova a Milano è perché l’Italia è la patria dello stile automobilistico. Le università italiane attraggono molti studenti stranieri che vengono a studiare da noi per assorbire la nostra cultura del design. Ci è sembrata una scelta naturale aprire il centro a Milano per portare il meglio della cultura italiana e internazionale. I nostri prodotti si stanno sempre più europeizzando e molto presto lanceremo modelli specifici per l’Europa, senza un equivalente in Cina, sviluppati pensando alle esigenze del mercato europeo.

BYD ha messo sul piatto un bonus economico fino a 10.000 euro per l’acquisto delle vostre auto, una strategia che ha scosso il mercato e gli operatori del settore. Come mai questa strategia di agire in parallelo agli incentivi dell’ecobonus stanziati dal governo italiano?
Ho sempre sostenuto di non volere gli incentivi statali, li considero una droga per il mercato. Quando non sono chiari e non durano per un periodo sufficiente a generare vantaggi sia per i clienti che per i lavoratori, diventano dannosi. A questo punto, abbiamo deciso di farceli da soli, con una politica chiara e trasparente, per dare a tutti gli italiani la possibilità di accedere alla mobilità ecologica, indipendentemente dal loro reddito o dalla loro residenza. Non mi sembra nulla di così scandaloso, evidentemente c’è chi ha la ‘coda di paglia’ nel giudicare questa iniziativa, ma a me fa molto piacere.
In che cosa la tecnologia delle batterie di BYD sta facendo la differenza sul mercato internazionale ed europeo in particolare?
Su due elementi cardine. Il primo è l’autonomia, specialmente per le motorizzazioni ibride. In questo momento siamo il punto di riferimento per le percorrenze. Il nostro obiettivo è educare alla mobilità elettrica e dare quel che gli inglesi chiamano peace of mind. Se compri un’auto ibrida, devi sapere che hai autonomia sufficiente per guidare sempre in elettrico o a benzina se non puoi ricaricare. Per quanto riguarda le auto elettriche, le nostre batterie, che hanno dimensioni inferiori a quelle tradizionali, ci permettono di avere pacchi batteria più capienti e, di conseguenza, maggiore autonomia. Vedrete questa estremizzazione sulle auto in arrivo, in particolare sulla Denza, dove credo raggiungeremo lo stato dell’arte per le batterie al litio, ferro e fosfato.
Qual è il principale ostacolo alla diffusione delle auto elettriche in Italia e come BYD sta contribuendo ad abbatterlo?
Il muro più importante è quello dell’infrastruttura di ricarica. Non dimentichiamo che i famosi incentivi statali nascono perché, come Paese, non siamo riusciti a spendere i circa 600 milioni di euro che l’Europa ci aveva assegnato. A causa della burocrazia, non sono stati emessi i bandi di gara per le stazioni. Anche in questo caso, abbiamo deciso di fare da soli: stiamo lanciando la nostra rete di stazioni di ricarica rapida, che sarà aperta a tutte le auto. Vogliamo dare un contributo alla crescita della mobilità elettrica, non solo privilegiare il nostro business. La cosa più importante è che non ci mettano i bastoni tra le ruote con i permessi. Lasciateci lavorare, i soldi ce li mettiamo noi.
La nostra testata si occupa di tematiche legate alla sostenibilità, oltre che alle energie rinnovabili, da molti anni. Sul versante della sostenibilità, qual è l’impegno di BYD?
Se incontrasse il nostro fondatore, Wang Chuanfu, e gli chiedesse qual è la missione della sua azienda, non le risponderebbe con dati di fatturato o capitalizzazione di borsa. Le direbbe che la missione di BYD è abbassare di un grado centigrado la temperatura della Terra entro il 2030. Più sostenibile di così.