• Articolo Roma, 18 giugno 2013
  • Il piano dovrebbe entrare nella fase operativa entro il 15 agosto

    Via dei Fori Imperiali: pedonalizzare o non pedonalizzare?

  • Il progetto annunciato dal nuovo sindaco di Roma, Ignazio Marino per liberare dal traffico il monumento più visitato della Capitale divide in due i romani

Via dei Fori Imperiali: pedonalizzare o non pedonalizzare?«O i monumenti o le automobili» disse Giulio Carlo Argan archeologo e sindaco di Roma dal 1976 al 1979; oggi il neo eletto Ignazio Marino lo ripete a modo suo: «Pedonalizzerò i Fori». Una promessa lanciata in campagna elettorale e che dovrebbe concretizzarsi il 15 agosto, quando Via dei Fori Imperiali verrà chiusa al traffico privato nel tratto che va da Via Cavour – all’altezza di Largo Corrado Ricci – fino a Piazza del Colosseo. A circolare saranno esclusivamente i trasporti pubblici, taxi, e biciclette.

«Il 14 agosto farò il mio ultimo giro con la mia Panda rossa su via dei Fori Imperiali, dopodiché ci tornerò con la mia bici rossa», ha dichiarato il primo cittadino nei giorni successivi alla sua elezione. E in effetti, se nell’immaginario collettivo romano Francesco Rutelli e il Campidoglio erano associati alla Vespa e Gianni Alemanno alla moto, Marino si fa avanti in bicicletta solleticando la coscienza verde ed ecologista viva, o potenzialmente viva, nei romani.

 

DI COSA SI TRATTA? Le automobili provenienti da piazza Venezia saranno deviate su Via Cavour poi, con un cambio di senso di marcia, su Via degli Annibaldi e Via Nicola Salvi; il traffico proveniente da Piramide o dall’Aventino, invece, sarà deviato su Via Labicana. Altre ipotesi sarebbero l’ampliamento della Ztl anche alla zona di Monti che oggi resta esclusa, installando un varco in Via Cavour all’altezza di Via degli Annibaldi, e un eventuale tram che dovrebbe collegare San Giovanni al centro storico.

 

CHI NON E’ A FAVORE Le due critiche mosse sono quelle relative ad un trasporto pubblico troppo debole che unito ad un intervento del genere manderebbe in tilt la città e il timore che su Monti, Celio e Esquilino si riversino automobili ma anche caos ed invivibilità. In testa alle proteste c’è il comitato per la difesa dei rioni Monti ed Esquilino che parla di una manifestazione ad inizio luglio. Secondo Massimiliano Borgia, portavoce del comitato, «bisognerebbe affrontare il problema dell’occupazione, dell’emergenza abitativa, del manto stradale. In questa situazione non ha senso parlare di aree pedonali», minacciando «un’opposizione durissima» nel caso in cui Marino non torni sui propri passi, come dichiarato al Messaggero.it. Sergio Marchi, ex assessore alla mobilità della giunta Alemanno, candidato sconfitto alla presidenza del I Municipio e consigliere municipale de La Destra, indica come strada un «referendum consultivo tra i cittadini del I Municipio e tutti i romani». Dello stesso parere il coordinatore del Pdl Lazio Vincenzo Piso.

 

CHI E’ A FAVORE La neo presidente del Primo Municipio Sabrina Alfonsi, che una sperimentazione iniziale di almeno 15 giorni sia necessaria; il periodo estivo inoltre, «permetterebbe di capire come rimodulare il piano e dove intervenire per arrivare preparati a settembre», aveva spiegato a Repubblica pochi giorni fa. Entusiasta Legambiente che da anni si batte per la chiusura dei Fori alle automobili – con una raccolta di 6.400 firme per la delibera d’iniziativa popolare al riguardo. Due le questioni di massima urgenza con le quali Roma si trova a dover fare i conti: il Colosseo letteralmente attaccato dalle vibrazioni del traffico e dallo smog – non si tratta soltanto dell’annerimento del travertino, ma anche della sua gassificazione a causa delle stratificazioni di piombo e metalli delle benzine non verdi, con conseguente distacco di materiale -, e un congestionamento del traffico che in alcune giornate tocca livelli altissimi- secondo Legambiente 2.135 veicoli l’ora, l’81% dei quali privati, circolerebbero in Via dei Fori -.  Il presidente Legambiente Vittorio Cogliati Dezza ha sottolineato come la pedonalizzazione dei Fori non debba «essere intesa come un punto di arrivo ma di partenza per continuare a ridisegnare la mobilità urbana e accrescere tra i cittadini la voglia di muoversi, all’interno della città, in maniera più sostenibile come andare a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici». Anche Alberto Fiorillo, responsabile delle Aree urbane di Legambiente spiega nelle pagine del suo blog Ciclosofia l’importanza della ciclo-pedonalizzazione dei Fori che «può essere il simbolo di un netto cambio di marcia nel governo della città, ma è un provvedimento tutt’altro che simbolico», ribadendo come sia «giusto iniziare da lì per poi andare avanti, guardare al futuro».