I ritardi accumulati dalle operazioni di rimozione del relitto fanno preoccupare l’associazione ambientalista che chiede di mantenere la situazione di emergenza

Anche Greenpeace nei giorni in cui si ricorda il triste accaduto, si domanda fino a che punto l’incidente e il successivo naufragio sono stati solo frutto del caso. In attesa di quello che sarà l’esito del processo, l’associazione ha diffuso un documento, nel quale, oltre alla prevedibilità di certi incidenti legati all’affollamento delle rotte marine e alla pratica degli inchini, si espone anche una certa perplessità sull’atteggiamento assunto dalle Istituzioni italiane, non solo con il caso Concordia, ma anche in altre situazioni, come il traghetto della Grimaldi che ha disperso in mare 200 fusti di sostanze tossiche, il cargo turco la “Mersa 2” arenato all’Isola d’Elba e un altro traghetto sempre della Grimaldi che ha disperso tir e rimorchi al largo di Palermo.











