Si è svolto stamane a Roma il convegno Enea che ha riportato alla luce il delicato rapporto tra ambiente e inquinamento da tabacco sottolineando anche il ruolo critico dei mozziconi di sigaretta

Durante l’incontro sono inoltre stati presentati i due casi di Cremona e Lecce, comuni che si sono impegnati nella lotta all’abbandono delle cicche sigarette con programmi di sensibilizzazione e divieti severi che hanno permesso di multare i meno attenti. Attraverso il programma di lotta alla “Cicca di sigaretta selvaggia” Lecce ha obbligato gli esercenti a dotarsi di un posacenere esterno ai locali pubblici per permettere a clienti e passanti di gettare le sigarette negli appositi contenitori. Oltre al danno in termini di inquinanti emessi il residuo di sigaretta appare infatti come uno dei rifiuti più complessi da smaltire vista la composizione eterogenea e il largo impiego di sostanze chimiche, che oltre a compromettere la salute umana e inquinare l’aria rappresentano un ostacolo al decoro pubblico.
Interessante anche il caso di Cremona che in occasione dell’edizione 2011 della Settimana europea della Riduzione dei Rifiuti ha organizzato il convegno per sottolineare il ruolo dei mozziconi di sigaretta come elemento chiave dell’inquinamento urbano presentando anche il Progetto Raccoglimozziconi che aveva come obiettivo l’adozione di sistemi alternativi per la raccolta delle cicche in mancanza di posacenere. Solo a Cremona, si fece notare in quell’occasione, si stimano circa 115 milioni di mozziconi abbandonati ogni anno.
Ma oltre a recuperare e trattare correttamente il rifiuto quello che appare fondamentale è il recupero energetico della cicca di sigaretta. Esperienze in merito sono state presentate da ENEA e Eko-technology che sfruttando la pirogassificazione stanno sperimentando tecniche a basso impatto ambientale per produrre energia dai rifiuti di sigaretta.











