Politica energetica, costi e benefici delle FER e il ruolo delle Regioni. Di tutto questo si è parlato oggi a Palazzo Madama

Altra questione al centro dell’audizione parlamentare, i costi e le opportunità legate al settore delle ecoenergie. L’associazione ha tenuto a ribadire la valutazione dei soli costi diretti dei sistemi di incentivazione delle rinnovabili “non sia un approccio da ritenere corretto dal punto di vista metodologico. […] nell’effettuare un calcolo dell’impatto delle FER sui costi finali dell’energia bisogna innanzitutto marcare il confine tra quanto è effettivamente attribuibile alle rinnovabili e quanto invece non lo è (CIP6 assimilate, rendita inframarginale per le esenzioni del sistema CV, interrompibilità, interconnector ecc.)”. Inoltre, continua Aper, nell’effettuare una valutazione costi/benefici sulle FER, si dovrebbe considerare un aspetto ritenuto fino ad oggi marginale, quale quello degli effetti positivi che le eco-energie comportano in termini di mancato acquisto di permessi all’emissione di CO2.
“Sarebbe, inoltre, auspicabile, – conclude l’Associazione – omogeneizzare gli orizzonti temporali presi in considerazione all’interno dei Piani Energetici Regionali, allineandoli al 2020, per far sì che la pianificazione energetica nazionale (PAN – Burden sharing) e regionale (PER – PEAR) corrisponda”.











