Micro-chip progettati per emettere le stesse lunghezze d’onda della luce quando riscaldati: questa la chiave per una nuova produzione energetica ad alta efficienza

MANIPOLARE LA LUCE La soluzione di Celanovic prevede un emettitore termico che irradi solo le lunghezze d’onda che il diodo fotovoltaico è in grado di assorbire e convertire in energia elettrica, eliminando le altre. Per realizzare un materiale simile, i ricercatori si sono concentrati sui cristalli fotonici di tungsteno, una classe di materiali avanzati che possono essere considerati l’analogo ottico dei semiconduttori. Quando si riscalda, il materiale genera luce con uno spettro di emissione alterata perché ogni buca si comporta come un risonatore, in grado di sprigionare radiazioni solo a determinate lunghezze d’onda. Sfruttando questa capacità gli scienziati hanno messo a punto dei chip contenenti cristalli fotonici su entrambe le facce piane, e minuscoli tubi esterni per l’iniezione di combustibile e aria e l’espulsione dei prodotti di scarto. A questi micro reattori basterebbe aggiungere una cella fotovoltaica montata contro ogni faccia, per convertire le lunghezze d’onda della luce emessa in elettricità.











