Oggi a Roma il convegno di Hfv che ha fatto il punto sul fotovoltaico alla fine del 2011 e sulle prospettive future nel contesto energetico nazionale

Come a dire, c’è voluto un po’ di tempo per far quadrare i conti, ma adesso sembra che la rete dei soggetti coinvolti e le procedure con le quali essi si interfacciano siano decisamente più strutturate. Gioverebbe non poco, poi, non solo guardare alle rinnovabili come una risorsa su cui puntare, e non un problema da risolvere, ma anche confrontarci con quella che è la realtà degli altri Paesi, che potrebbe aiutarci a trovare nuove prospettive.

Dall’affresco mondiale, dunque, il convegno si è calato nuovamente sul contesto nazionale, per andare a vedere quali sono i benefici che questa fonte di energia rinnovabile apporta al sistema Paese e quali trend possiamo aspettarci per il futuro. La parola è passata al Prof. Alessandro Marangoni, Amministratore Delegato di Althesys, il quale, illustrando i dati emersi dall’IREX Monitor, ha spiegato come il fotovoltaico crei valore per il nostro Paese. L’aumento degli investitori mappato dall’IREX Monitor (99 operazioni/investimenti, per un totale di 2,8 miliardi di euro e 950 MW nei primi 9 mesi del 2011) è uno scenario perfettamente in linea con un settore, come quello del fotovoltaico, che si sta consolidando. C’è da dire che molti operatori stanno cambiando strategie e ripensando i business model e tante imprese stanno iniziando a investire all’estero, un po’ per ridurre il rischio Paese e un po’ per lanciarsi in mercati in crescita; inoltre è ancora critico l’accesso al credito e il raggiungimento della Grid Parity nel 2013 potrebbe cambiare le dinamiche future. Ma i benefici sono tanti. Secondo quanto sostenuto da Marangoni, “un aumento dell’occupazione, una riduzione delle emissioni e del fuel risk e tutta una serie di benefici indotti, porteranno da qui al 2020 a un saldo positivo di 9.500 miliardi di euro”.











