Il 10 settembre 2026 torna l’appuntamento organizzato da ITALIA SOLARE: una giornata dal respiro internazionale per analizzare le principali sfide legate alla bancabilità e al finanziamento della transizione energetica

Il 2026 si preannuncia come un anno cruciale per il futuro dell’energia pulita in Italia. Tra i contingenti assegnati nel 2025, l’avvio del FER X definitivo, le aste del capacity market e del MACSE, così come la necessità di rendere il Paese più resiliente nei confronti degli shock energetici, si prospetta un’importante crescita per gli impianti fotovoltaici e i sistemi di accumulo a batteria. Crescita che a metà anno poteva contare già su 3,1 GW di nuova potenza solare installata e 1,35 GWh di ulteriore capacità di storage messa in servizio. Ma per poter procedere spediti verso gli obiettivi energetici 2030, abbiamo bisogno di un settore in grado di reggere ritmi sostenuti e di un mondo bancario pronto a sostenere tali sforzi.
Per capire quale sia lo scenario attuale, tra sfide e opportunità, il 10 settembre torna il Solar Finance 2026, appuntamento annuale di ITALIA SOLARE che collega il mondo della finanza a fotovoltaico, sistemi di accumulo e manifattura clean tech.
L’appuntamento si propone come una piattaforma di dialogo qualificato tra i diversi stakeholder della filiera – tra cui banche, fondi d’investimento, istituzioni europee, sviluppatori, ESCo e imprese manifatturiere – con l’obiettivo di individuare modelli e soluzioni concrete per accelerare gli investimenti e rafforzare la competitività del comparto.
Al netto di una serie di incertezze normative, il Belpaese offre oggi un’indubbia attrattività per gli investitori. Da un lato le aste statali garantiscono una buona prevedibilità dei ricavi, dall’altro, a causa di prezzi dell’energia strutturalmente più alti rispetto alla media europea, rappresenta uno dei mercati per i PPA (Power Purchase Agreement) più dinamici del continente. Molte delle attese sono oggi sull’implementazione dei criteri NZIA e sugli effetti che questi avranno. Non solo a livello di impianto, ma per tutto il comparto industriale delle green tech europee.
Per orientarsi servono indicazioni precise e Solar Finance 2026 è la bussola perfetta. I lavori, che si apriranno con i saluti istituzionali dell’associazione, si snoderanno attraverso quattro sessioni tematiche chiave che ricalcano le sfide più urgenti del mercato.
Il supporto alla manifattura clean tech in Europa
La prima sessione accenderà i riflettori sulle condizioni necessarie a sostenere gli investimenti industriali per la produzione di componenti strategici in Europa e in Italia. Il focus sarà incentrato sull’integrazione tra strumenti di finanziamento pubblici e privati, sulle dinamiche di de-risking degli investimenti e sul ruolo di supporto esercitato dai policy framework e dalle export credit agencies, valutando l’effettiva attrattività del sistema-paese italiano.
Modelli finanziari per la generazione distribuita e le CACER
La mattinata proseguirà con l’analisi del fotovoltaico distribuito e dei progetti in autoconsumo, con particolare attenzione alle taglie piccole e medie e al segmento C&I (Commercial & Industrial). Verranno esplorati gli elementi critici per garantire la bancabilità dei progetti e la standardizzazione di strumenti finanziari (come leasing, noleggio operativo e crowdfunding) utili a ridurre i costi di transazione per installatori, ESCo e PMI, senza tralasciare i nodi legati alla finanziabilità delle configurazioni CACER.
La bancabilità dei BESS e il revenue stacking
Il pomeriggio si aprirà con una delle sfide tecniche più calde del momento: il finanziamento dei sistemi di accumulo a batteria (BESS), sia in configurazione stand-alone sia ibrida. Gli esperti si confronteranno sulle aspettative dei grandi investitori e sulla stabilità dei flussi di ricavo, esaminando le combinazioni tra mercato merchant e meccanismi di capacità (come il MACSE), in un contesto europeo e italiano caratterizzato da specifici rischi regolatori da mitigare.
Utility-scale, agrivoltaico e floating PV
L’ultima sessione sposterà l’attenzione sui grandi impianti. Accanto ai criteri di bancabilità consolidati e alla ripartizione dei rischi tra le fasi di sviluppo, costruzione ed esercizio, verranno approfonditi i profili di rischio e le peculiarità autorizzative delle soluzioni innovative, come l’agrivoltaico e il fotovoltaico galleggiante (floating PV), analizzando il ruolo sinergico dei contratti PPA e delle strategie merchant.











