La Commissione Europea lancia il secondo invito a progetti strategici per le materie prime critiche, scadenza 15 gennaio 2026.

La Commissione Europea ha annunciato il secondo bando per i progetti strategici sulle materie prime critiche, con termine fissato al 15 gennaio 2026 alle ore 12.00 CET. L’iniziativa è stata presentata dal vicepresidente esecutivo Stéphane Séjourné a Kiruna, in Svezia, e si inserisce nel quadro del Critical Raw Materials Act. Il primo invito aveva già selezionato 60 progetti in tutta Europa. I nuovi progetti mirano a rafforzare la produzione interna, diversificare le fonti di approvvigionamento e consolidare le partnership con paesi terzi. Il 9 ottobre si terrà un incontro informativo online dedicato ai promotori interessati.
Cosa si intende per materie prime critiche
Per materie prime critiche si intendono quelle risorse di importanza economica fondamentale e a rischio di interruzione delle forniture. L’elenco UE comprende 34 materie prime critiche, di cui 17 classificate come strategiche, tra cui litio, cobalto, nichel e terre rare. In Italia l’attenzione si concentra soprattutto su minerali come litio, magnesio e terre rare, rilevanti per i settori dell’energia, della mobilità elettrica e dell’industria digitale. Tra i minerali critici figurano inoltre grafite naturale, bauxite, rame e tungsteno, tutti materiali indispensabili per la transizione verde e per applicazioni industriali avanzate.
Caratteristiche richieste ai progetti strategici dall’UE
I progetti strategici sulle materie prime critiche devono rispettare criteri stringenti stabiliti dal Critical Raw Materials Act e dimostrare un contributo concreto alla resilienza dell’UE. La Commissione approva tali progetti con scadenze precise: le modalità ufficiali di approvazione sono state adottate il 25 marzo 2025 per i progetti entro l’Unione.
Ecco le principali caratteristiche richieste, evidenziate sia nella normativa che nei casi approvati:
- Impatto significativo sulla sicurezza dell’approvvigionamento: i progetti devono contribuire in misura rilevante a colmare le lacune nella disponibilità di materie prime critiche in Europa, come alluminio, terre rare, nichel, litio, grafite, e altri elementi inclusi nei factsheet dei progetti approvati.
- Ampiezza del ciclo del valore: gli interventi devono riguardare almeno una delle fasi del ciclo — estrazione, raffinazione, lavorazione, riciclaggio o sostituzione — idealmente integrando più fasi per massimizzare l’efficienza e la resilienza della filiera.
- Fattibilità tecnica e credibilità finanziaria: devono essere corredati da studi tecnici affidabili, un business plan realistico, stime di volumi di produzione e tempistiche chiare. Devono essere in grado di attrarre investimenti privati e pubblici con un elevato grado di fiducia.
- Sostenibilità ambientale e sociale: i progetti devono rispettare gli standard UE in materia di ambiente, salute e sicurezza, e incorporare principi di economia circolare e rispetto della biodiversità.
- Riconoscimento come interesse pubblico europeo: per ottenere lo status strategico, è richiesto che il progetto abbia una dimensione che trascenda l’interesse locale o nazionale, dimostrando utilità per il mercato interno e per la strategia europea delle materie prime.
- Accelerazione delle procedure autorizzative: chi ottiene lo status strategico riceve agevolazioni nella fase autorizzativa, con iter più rapidi e semplificati, per ridurre i tempi burocratici.
- Coordinamento e cooperazione: la norma stimola la cooperazione con Stati membri, regioni e partner esterni. Promuove partenariati che coinvolgano più attori per condividere rischi, know-how e infrastrutture.
- Controllo, monitoraggio e trasparenza: i progetti sono soggetti a valutazioni, monitoraggi periodici e rendicontazioni. C’è anche la possibilità che la Commissione richieda adeguamenti o sospensioni qualora gli obiettivi non vengano rispettati.
Nei progetti già approvati l’UE ha pubblicato factsheet su 14 materie prime trattate (come alluminio, tungsteno, terre rare, nichel, litio, grafite, cobalto, rame, boro).
Vantaggi per i progetti selezionati
I progetti strategici riconosciuti nell’ambito del Critical Raw Materials Act beneficiano di una procedura di autorizzazione più rapida. Inoltre, hanno accesso agevolato ai finanziamenti e possibilità di sostegno dagli Stati membri. La Commissione li considera di interesse pubblico per la loro importanza nel garantire la sicurezza dell’approvvigionamento e la stabilità del mercato interno. “Con la nostra prima ondata di progetti strategici, l’UE ha dimostrato il potenziale di potenziare estrazione, raffinazione, lavorazione e riciclaggio nazionali, riducendo le dipendenze e rafforzando la sicurezza economica”. Lo ha dichiarato Séjourné, invitando i promotori a presentare nuove proposte su tutte le 17 materie prime strategiche.
Materie prime critiche e transizione verde
Le materie prime critiche sono centrali per la transizione verde e digitale, ma anche per settori sensibili come difesa e aerospazio. Il Critical Raw Materials Act intende aumentare la capacità dell’UE di estrarre, trattare e riciclare questi materiali, riducendo la dipendenza da fornitori esterni. I progetti contribuiscono in modo significativo alla resilienza europea e devono essere tecnicamente realizzabili in tempi ragionevoli, con volumi di produzione sostenibili e verificabili.
Faq su materie prime critiche e progetti strategici UE
È il regolamento europeo che mira a rafforzare l’autonomia dell’UE nelle materie prime critiche. Stabilisce obiettivi di estrazione, lavorazione e riciclo e introduce la designazione dei progetti strategici.
L’UE ha identificato 34 materie prime critiche, di cui 17 classificate come strategiche per il loro ruolo nella transizione energetica, nella mobilità elettrica e nelle tecnologie digitali.
I progetti selezionati ricevono autorizzazioni accelerate, accesso facilitato ai finanziamenti e sono riconosciuti come di interesse pubblico. Questo garantisce una maggiore attrattività per gli investitori.
In Italia le materie prime critiche sono fondamentali per la filiera dell’energia e della mobilità elettrica. La disponibilità di litio, magnesio e terre rare è essenziale per batterie, rinnovabili e componentistica industriale.












