Importante riunione all'Onu, con i massimi esponenti mondiali; una sorta di pre-Copenhagen, da cui sono emerse posizioni interessanti e per certi versi inaspettate, vedi la Cina. Ma vedremo al momento di mettere nero su bianco gli impegni annunciati.
La partita principale che si gioca da oggi a New York è quella tra Barack Obama e Hu Jintao. Usa contro Cina. I due paesi che insieme emettono il 40% dei gas serra di tutto il mondo. Sarà una vera sfida, con gli occhi di tutti puntati addosso, specialmente dalla platea degli oltre 100 leader mondiali presenti. E’ chiaro che un accordo “adeguato” tra i due colossi avrebbe una portata storica, oltre che politica, tale creare un effetto traino cui ben pochi potrebbero sottrarsi. E questo potrebbe facilitare una trattativa con i paesi in via di sviluppo e quelli più poveri da una parte e quelli occidentali e industrializzati dall’altra.
Ban ki Moon, il segretario dell’Onu, è stato chiarissimo sulla gravità della situazione e ha lanciato un appello per la soluzione delle controversie e per il raggiungimento di un accordo condiviso e comune. Ma se i grandi attori di questo scenario tra cui l’Europa, l’Australia, il Giappone, ma anche Brasile e India, non imboccheranno la via di un’intesa con un programma preciso, delle scadenze non procrastinabili e sanzioni per chi non rispetta gli accordi, allora avremo perso tutti. Lodevoli propositi e unilaterali buone intenzioni non servono. Occorrono subito impegni e fatti concreti.












