Un semplice foglio di alluminio stampato con un inchiostro a base di rame, indio, gallio e selenio, porterà presto ad una rivoluzione del solare senza silicio e ad un sensibile abbattimento dei costi, anche nelle regioni più remote del Mondo
Come ogni anno ormai i redattori della rivista e dell’omonimo sito internet Popular Science, guidati da Mark Jannot, dopo aver censito, analizzato e divulgato su carta e nella rete le 100 migliori invenzioni tecnologiche realizzate in tutto il mondo, anche quest’anno hanno conferito il Premio “Best of What’s New”. Il Premio, ambito da scienziati, ingegneri, fisici e inventori da ogni parte del Globo, quest’anno ha tenuto in molta considerazione l’aspetto sostenibile della tecnologia, che possa in futuro influenzare in modo positivo lo stile di vita di tutti ed un atteggiamento maggiormente consapevole riguardo l’impatto delle azioni dell’uomo sulle risorse naturali. Dal nostro punto di vista, l’invenzione che tra le 100 è di ragguardevole importanza, poiché apre a tutto un nuovo mercato e ad una proiezione globale per la diffusione dell’uso delle energie rinnovabili, è la cella solare flessibile PowerSheet, ideata e prodotta dalla Nanosolar, società di Palo Alto, California. Ma non immaginate il comune modulo fotovoltaico o il solito film sottile: PowerSheet è un “pannello solare senza pannello”. Infatti questa strabiliante cella solare di ultimissima generazione si avvale di un inchiostro che, fungendo da rivestimento a fogli di alluminio, capta la radiazione solare e la converte in elettricità. Questi fogli di metallo, che vengono praticamente “stampati” con l’inchiostro speciale, risultano ovviamente molto più leggeri, flessibili, chiari, economici ed efficienti rispetto ai tradizionali pannelli solari e trovano innumerevoli applicazioni aprendo il mercato dell’integrazione del solare. Nella PowerSheet il foglio di alluminio












