L'elettronica organica come nuova frontiera per la visualizzazione, dagli inediti schermi Oled alla già famosa E-paper (carta elettronica), applicazioni spesso ancora in fase di realizzazione, ma in alcuni casi già in produzione
Verso la fine degli anni ottanta e inizio degli anni novanta ha iniziato a farsi strada nei laboratori di ricerca internazionali una nuova tecnologia: l’elettronica organica. I dispositivi a semiconduttore organico utilizzano come elemento attivo non più un semiconduttore inorganico come il silicio o l’arseniuro di gallio, bensì una serie di materiali molecolari come polimeri coniugati o piccole molecole. L’optoelettronica organica è commercialmente attraente in quanto le sostanze attive, basate sui composti organici del carbonio, possiedono una potente combinazione di proprietà semiconduttive e di materiale, tra cui quelle di essere flessibili e facilmente depositabili su larghe aree. Questo può avvenire a costi ridotti, sia in soluzione liquida come veri e propri inchiostri o paste o attraverso semplici processi di evaporazione. È possibile quindi usare metodi tipici dell’industria della stampa, come la serigrafia o la stampa a getto di inchiostro per la fabbricazione di componenti elettronici.
*Gli schermi OLED*
*E-paper, la carta elettronica*
Altri particolari vantaggi dei semiconduttori polimerici anche detti “plastici” sono la loro flessibilità meccanica e il fatto che non necessitano di alte temperature durante i processi di costruzione dei dispostivi. Diventa quindi possibile utilizzare substrati plastici come il PET (lo stesso materiale delle bottiglie di plastica) e fabbricare elettronica su larga area su fogli di questo materiale che non sono solo flessibili ma in alcuni casi possono essere addirittura arrotabili. Due compagnie nate agli inizi di questo decennio stanno sviluppando metodi per la fabbricazione di elettronica su substrati flessibili con lo scopo di produrre carta elettronica (e-paper): qualcosa che assomiglia alla carta sia visivamente che meccanicamente ma con cui è possibile far variare il contenuto della pagina digitalmente. La Plastic Logic Ltd di Cambridge ha ricevuto 100 milioni di dollari nel gennaio del 2007 per costruire una linea di produzione pilota di carta elettronica a Dresda. Questo tipo di “schermo” ha il grosso vantaggio di essere bi-stabile: necessita di energia solo quando si cambia il testo o l’immagina visualizzata (un po’ come sfogliare le pagine). È quindi particolarmente adatta per applicazione portatili in quanto è estremamente clemente sul consumo delle batterie. La Polymer Vision (una spin-out della Philips) ha recentemente annunciato che entro la fine dell’anno produrrà telefonini equipaggiati proprio con uno schermo estraibile e-paper (i.e. librofonino) e che questo verrà commercializzato, per primo, da un’azienda italiana, la TIM.
*Celle fotovoltaiche e materiali organici*
_Thomas M. Brown_
Polo Solare Organico della Regione Lazio












