I risultati di una clamorosa ricerca della Stanford University, portano ad intravedere, in un futuro prossimo, la possibilità di un fotovoltaico economico, grazie ad una tecnologia che renderà il silicio espandibile
In materia di silicio ormai siamo preparati, sappiamo che non abbonda, che i processi di estrazione e lavorazione sono molto costosi, sappiamo che quello impiegato nelle celle fotovoltaiche arriva direttamente dai componenti dell’industria tecnologica, ma una cosa ancora la dobbiamo imparare: il silicio si può espandere. Alcuni ricercatori della Stanford University, in California, hanno realizzato un chip a base di silicio che è possibile espandere meccanicamente (“stretchare” in gergo statunitense, praticamente stirare il chip in ogni direzione allungandolo) in modo da coprire un’area più ampia. Questo chip può arrivare ad essere centinaia di volte più esteso dell’originario e può essere impiegato, ed è questa la notizia che ci interessa, per realizzare moduli solari molto economici, oltre a schermi piatti per i televisori, sensori, ecc. la struttura del chip è la seguente: tre “isole galleggianti” di silicio, o meglio tre frammenti, attorniate in modo circolare da una “bobina” di silicio arrotolato attorno alle prime. Ogni isola può essere modificata per contenere, secondo l’interesse e l’impiego futuro, transistors, sensori, o il materiale necessario per celle solari piccolissime. Nel momento in cui gli angoli del chip vengono tirati, o “stretchati”, le bobine che attorniano i frammenti di silicio si “srotolano”, facendo espandere le isole e raggiungendo una configurazione a rete.












