• Articolo Roma, 9 luglio 2018
  • Biologico e agroenergie nel programma del ministero dell’agricoltura

  • In commissione Agricoltura, il Ministro Centinaio celebra la produzione italiana senza dire no allo JEFTA

agroenergie centinaio

 

Promozione del biologico e delle algroenergie nelle linee strategiche del MiPAAF

(Rinnovabili.it) – Proseguono in Senato gli interventi dei Ministri sulle linee programmatiche dei rispettivi dicasteri. E dopo l’audizione di Sergio Costa (Ambiente) è la volta di Gian Marco Centinaio (politiche agricole, alimentari e forestali) che presenta una serie di linee guida dedicate alla promozione della produzione italiana. “Per promuovere e valorizzare il Made in Italy, si intende lavorare su un approccio sistemico – afferma il ministro -, che enfatizzi i punti di forza dell’agroalimentare italiano: ricchezza di biodiversità, tradizione enogastronomica, patrimonio paesaggistico e culturale, capacità di innovare e di produrre cibi e vini unici al mondo. Questa è l’Italia”.

 

Tra i punti chiave del nuovo programma MiPAAF la sostenibilità ambientale ha uno spazio tutto suo. Sostenibilità intesa soprattutto come attenzione al biologico nazionale e certificato, per far crescere un settore che oggi dà lavoro a ben 80mila operatori. “Penso alla necessità di rafforzare il Piano strategico nazionale sul biologico – spiega il ministro – all’avvio delle mense biologiche certificate nelle nostre scuole, a un’attenta attuazione delle nuove regole europee che non deve abbassare la guardia contro frodi soprattutto con produzione straniera che arriva da noi e diventa italiana”.

 

Spazio anche sulle agroenergie come fonte di reddito integrativo per il lavoro svolto sui campi. L’ultimo decreto d’incentivazione dedicato alla produzione elettrica da biomasse e biogas ha terminato la sua validità lo scorso 31 dicembre 2017. Ora, aggiunge Centinaio, è necessario “pianificare l’intervento fino al 2020 di concerto con il Ministero dello Sviluppo economico”, proseguendo su una linea che valorizzi soprattutto gli scarti e i residui delle produzioni agricole e della gestione forestale sostenibile.

Sono improntante alla promozione e diffusione del Made in Italy anche gli obiettivi di lavorare sul marketing territoriale come chiave di sviluppo sostenibile e difendere la ricchezza e la varietà delle produzioni italiane a denominazione d’origine dalla concorrenza sleale estera e dalla contraffazione.

 

Una presa di posizione forte sulla protezione del comparto nazionale e delle sue eccellenze che stride però con una delle ultime mosse del Governo sul fronte degli accordi commerciali internazionali. Come riporta Repubblica.it, il Ministro per lo Sviluppo economico Luigi di Maio ha dato il via libera alla firma dello Jefta, l’accordo con il Giappone che potrebbe portare a un volume commerciale pari a circa il doppio del CETA (bocciato da Centinaio solo qualche settimana fa). Il verbo condizionale è d’obbligo perché ad oggi tutto ciò che si sa di questi trattati, portati avanti attraverso negoziati commerciali nel massimo riserbo, è quanto emerso grazie documenti resi noti dagli attivisti europei. Documenti che mostrano come, al momento, nell’accordo sino presenti disposizioni più preoccupanti di quelle proprie del CETA. Una preoccupazione che non intacca in questo caso, il Ministero delle politiche agricole, secondo cui lo Jefta “dovrebbe consentire una buona penetrazione nel mercato nipponico delle nostre produzioni agroalimentari”.

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