• Articolo Milano, 3 maggio 2013
  • Presentato a Milano il rapporto di Legambiente sui virtuosismi green dei comuni capoluogo di provincia

    Ecosistema Urbano, 20 anni d’analisi delle eco-performance

  • Dal 1994 al 2011 si sono registrati piccoli passi avanti e vere e proprie marce indietro come il progressivo abbandono del trasporto pubblico. Le città fanno fatica a trasformarsi in centri urbani ecosostenibili

Ecosistema Urbano: da Legambiente le eco-performance dei capoluoghi(Rinnovabili.it) – Sono passati vent’anni dalla prima pubblicazione di Ecosistema Urbano, la ricerca condotta annualmente da Legambiente insieme ad Ambiente Italia con la collaborazione editoriale del Sole 24 Ore. Il documento che riporta di volta in volta la fedele lettura dei progressi e delle involuzioni dei capoluoghi di provincia italiani sul fronte della sostenibilità urbana, torna oggi in una speciale veste per celebrare queste venti candeline.

L’associazione ambientalista ha presentato oggi a Milano lo speciale dossier, dal titolo “Trasformazioni Urbane”,  analisi lucida del cambiamento italiano in questo ventennio di valutazione. E il quadro che emerge non è troppo confortante. In questi anni si sono registrati leggeri progressi nella capacità di depurare i reflui passata dal 70% medio del 1993 al il 90% del 2011, oppure nella raccolta differenziata (passata dal 4,4% medio del 1993 al 37,9% del 2011).

Non male neanche la voce consumi idrici: nei capoluoghi campioni presi in esame si registra un miglioramento positivo e costante con un  ridimensionamento in tutte le città del consumo medio per abitante al giorno di acqua potabile.

 

Ci sono poi i passi avanti “da lumaca”, basti guardare al verde urbano fruibile a disposizione dei cittadini, dal 1993 al 2011 è cresciuto mediamente di appena 2 metri quadrati per abitante o la presenza delle piste ciclabili su cui, nonostante il trend di crescita degli ultimi anni, le città italiane rimangono ancora indietro rispetto alle capitali europee. Infine le vere e proprie emergenze, prima fra tutte quella della mobilità alternativa e del trasporto pubblico, che in Italia non decolla ma al contrario perde ogni anno passeggeri. I progressi in questo ventennio sono stati minimi, e l’auto privata resta il mezzo preferito dagli italiani per spostarsi nei centri urbani, determinando così un progressivo abbandono del mezzo pubblico; si passa dai 97 viaggi per abitante all’anno effettuati in media sui bus del 1994 a poco più di 83 in media nel 2011.

 

“Il rilancio del trasporto pubblicospiega Mirko Laurenti, responsabile rapporto Ecosistema Urbano di Legambiente sarà la principale sfida che le amministrazioni dovranno affrontare. Ripensare il sistema della mobilità urbana vuol dire pensare a reti integrate fatte di corsie preferenziali per i mezzi pubblici, ma anche di percorsi pedonali-ciclabili chiusi al transito delle auto. Significa dunque immaginare delle nuove città ridisegnando l’attuale modello urbano, guardando davvero verso quelle Smart Cities che, nel nostro Paese, sono ancora lontane.”