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Risparmiare energia senza rinunciare al benessere: la sfida dell’innovazione sostenibile

L'editoriale di Gabriele Melluso, Presidente Assoutenti

Risparmiare energia senza rinunciare al benessere: la sfida dell'innovazione sostenibile

E se un giorno riuscissimo a mantenere più fresche le nostre case senza dover necessariamente accendere un condizionatore? Sembra una cosa impossibile anche solo da pensare e invece è proprio questa la strada su cui stanno lavorando alcuni ricercatori spagnoli del Consiglio superiore delle ricerche scientifiche (CSIC) di Madrid, che hanno sviluppato un materiale innovativo in grado di raffreddare le superfici sfruttando un processo naturale di dispersione del calore.

I primi risultati sono incoraggianti. Durante i test, il nuovo materiale ha permesso di registrare una differenza di temperatura di quasi 13 gradi rispetto a un sistema di riferimento. Siamo ancora in una fase sperimentale e serviranno ulteriori verifiche prima di immaginare un’applicazione diffusa sugli edifici, ma la prospettiva è interessante, soprattutto se pensiamo a quanto sia diventato difficile, e costoso, mantenere una temperatura accettabile nelle nostre case durante i mesi estivi.

Le estati sempre più calde ci hanno abituato a considerare indispensabile il condizionatore, i ventilatori e qualsiasi altro sistema di raffrescamento. Il problema è che rinfrescare un’abitazione ha un costo, che si aggiunge alle altre spese energetiche sostenute dalle famiglie. E non tutti possono permetterselo.

La ricerca scientifica può aiutarci a trovare soluzioni diverse, capaci di ridurre i consumi senza rinunciare al comfort. Penso ai nuovi materiali per l’edilizia, ai sistemi di raffrescamento passivo, ma anche a interventi più semplici per migliorare l’efficienza energetica delle abitazioni. Sono tutte strade che meritano attenzione, perché consumare meno energia significa ridurre le spese e, allo stesso tempo, limitare l’impatto sull’ambiente.

C’è però un aspetto sul quale credo sia necessario soffermarsi. Quando parliamo di innovazione sostenibile, tendiamo spesso a concentrarci sulle potenzialità delle nuove tecnologie, dimenticando una domanda fondamentale: chi potrà effettivamente beneficiarne?

Non basta, infatti, che una soluzione sia efficace dal punto di vista ambientale. Bisogna anche capire quanto costerà, quanto durerà, se sarà sicura e soprattutto se potrà essere adottata da una parte ampia della popolazione. Altrimenti rischiamo di avere abitazioni sempre più moderne ed efficienti, ma soltanto per chi dispone delle risorse economiche necessarie.

È una questione che ci riguarda da vicino come associazione di consumatori e che si lega a un fenomeno ancora troppo poco conosciuto: la povertà energetica.

Siamo abituati ad associarla alle famiglie che non riescono a sostenere il costo delle bollette. In realtà, il problema è più ampio. Si può vivere una condizione di povertà energetica anche quando si abita in una casa che disperde calore d’inverno, diventa eccessivamente calda d’estate e richiede consumi elevati per garantire condizioni di vita accettabili.

Pensiamo, ad esempio, agli studenti universitari fuori sede. Molti vivono in appartamenti in affitto, spesso vecchi, con infissi che non isolano adeguatamente, impianti datati ed elettrodomestici che consumano molto. Ragazzi che magari cercano di risparmiare limitando l’uso del riscaldamento o del condizionatore, senza rendersi conto che il problema non dipende soltanto dalle loro abitudini, ma anche dalle condizioni dell’abitazione in cui vivono.

E spesso non sanno neppure che quella che stanno vivendo è una forma di povertà energetica.

Proprio a questi giovani si rivolge STEP-UP – Student Energy Poverty: Uniting for Progress, il progetto finanziato dall’Unione Europea attraverso il quale Assoutenti è impegnata a far conoscere il fenomeno della povertà energetica tra gli studenti universitari, aiutandoli a riconoscere le situazioni di difficoltà, a conoscere meglio i propri diritti e a diventare più consapevoli delle proprie possibilità di intervento.

È un lavoro di sensibilizzazione che consideriamo importante perché mette in evidenza un problema spesso sottovalutato. E ci ricorda anche che chiedere ai cittadini di consumare meno non è sempre sufficiente. Come si può pretendere un uso efficiente dell’energia da chi vive in un’abitazione che, per le sue caratteristiche, ne spreca continuamente?

È anche da qui che dobbiamo partire quando parliamo di transizione ecologica.

La tecnologia può certamente fare molto. Ma perché i suoi risultati producano un cambiamento reale, occorre che siano accompagnati da politiche capaci di favorire l’efficienza energetica degli edifici e di sostenere chi oggi non ha le possibilità economiche per intervenire sulla propria abitazione.

Non possiamo pensare che la sostenibilità sia una responsabilità affidata esclusivamente alle scelte individuali dei consumatori. Servono investimenti, strumenti di sostegno e un impegno condiviso tra istituzioni, imprese e mondo della ricerca.

La scoperta dei ricercatori spagnoli ci mostra una direzione possibile: utilizzare meglio le risorse che abbiamo a disposizione, ridurre gli sprechi e trovare soluzioni che permettano di vivere meglio consumando meno.

Ma il vero risultato si raggiungerà quando queste innovazioni potranno entrare nella vita quotidiana delle persone, anche di quelle che oggi hanno maggiori difficoltà a sostenere i costi dell’energia.

Perché il progresso tecnologico è importante, ma per noi consumatori lo è ancora di più poter beneficiare concretamente dei suoi risultati. Una tecnologia davvero sostenibile non dovrebbe essere un privilegio per pochi, ma una possibilità per tutti.

Rinnovabili • gabriele melluso

About Author / Gabriele Melluso

Gabriele Melluso è il Presidente nazionale di Assoutenti, l'Associazione Nazionale a tutela dei consumatori, attiva da oltre quarant'anni nella difesa dei diritti dei cittadini. Avvocato amministrativista di formazione, conciliatore e specialista nelle tematiche legate alla tutela dell’ambiente marino, vanta una solida esperienza giuridica unita a una profonda passione per la giustizia sociale e la protezione dei consumatori. Si batte per il riconoscimento del diritto alla difesa dei consumatori, costituzionalmente garantito, e sta promuovendo la piattaforma di studio sulla sostenibilità consumeristica e sul rating di sostenibilità, con l’obiettivo di rafforzare la cultura della responsabilità tra cittadini, imprese e istituzioni. Sotto la sua guida, Assoutenti si orienta verso un futuro improntato alla consapevolezza civica, all’innovazione e alla sostenibilità, promuovendo un consumo responsabile e diritti sempre più forti per i cittadini. Da sempre attivo in ambito sociale e istituzionale, ha ideato e promosso progetti di rilevanza nazionale e internazionale, tra cui Marine Litter e Citizen for Waste End. Recentemente, ha coordinato il progetto “Bioplastica e Comunità: impariamo a riciclare”, realizzato in collaborazione con Asia, ANCI e Biorepack. Ha rappresentato Assoutenti in numerosi tavoli istituzionali, contribuendo in modo concreto alla promozione dell’educazione al consumo, alla difesa dei diritti civili e alla valorizzazione della sostenibilità ambientale come pilastro della cittadinanza responsabile.