• Articolo Parigi, 7 ottobre 2015
  • La società civile raccoglie le forze per farsi sentire alla COP 21

    Fermate i crimini del clima: l’appello di 100 personalità globali

  • Da Desmond Tutu a Vivienne Westwood, da Naomi Klein a Noam Chomsky, una chiamata all’azione contro l’immobilismo dei governi sul clima

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(Rinnovabili.it) – Cento voci per una chiamata globale sul clima: attivisti, accademici, personalità provenienti dalla società civile di tutto il pianeta hanno lanciato una call to action globale in vista della prossima Conferenza delle Parti dell’ONU sul cambiamento climatico. Tra le loro fila vi sono personaggi come Desmond Tutu, Vivienne Westwood, Naomi Klein e Noam Chomsky. Assieme a molti altri referenti di realtà di movimento invitano i cittadini all’azione per chiedere un vero e proprio cambiamento strutturale nella governance del mondo.

«Siamo di fronte a un bivio – si legge nell’appello formulato dalla pubblicazione ‘Stop Climate Crimes‘, prodotta e diffuso dalle ONG 350.org e Attac France – Nel passato, uomini e donne determinati hanno resistito e sconfitto i crimini della schiavitù, del totalitarismo, del colonialismo e dell’apartheid. Decisero di combattere per la giustizia e la solidarietà e sappiamo che nessuno di loro lo avrebbe fatto per se stesso. Il cambiamento climatico è una sfida simile, e noi stiamo alimentando un’altrettanto simile reazione».

 

Fermate i crimini del clima l’appello di 100 personalità globali 3I governi sono rimasti pressoché immobili per più di 20 anni, mentre le emissioni hanno continuato a crescere e i cambiamenti climatici a sconvolgere sempre più la superficie del pianeta. Nonostante gli avvertimenti del mondo scientifico, le lobbies dell’industria hanno rallentato il processo di transizione della società contemporanea, che ancora si trova in mezzo al guado.

«Non è una sorpresa – prosegue l’appello – Decenni di liberalizzazioni del commercio e degli investimenti hanno indebolito la capacità degli Stati di affrontare la crisi climatica. Ad ogni passaggio, forze molto potenti, come le imprese petrolifere, le multinazionali dell’agrobusiness, le istituzioni finanziarie, gli economisti dogmatici, gli scettici e i negazionisti e i Governi alla mercé di questi interessi, mettono i bastoni tra le ruote o propongono false soluzioni. Novanta imprese sono responsabili dei due terzi delle emissioni di gas a effetto serra a livello mondiale. Ogni risposta concreta al cambiamento climatico minaccia il loro potere e la loro ricchezza, l’ideologia del libero mercato e le strutture e i sussidi che li sostengono e li giustificano».

 

Alberto Zoratti, presidente di Fairwatch

Alberto Zoratti, presidente di Fairwatch

«La 21esima Conferenza delle Parti di Parigi è un’occasione storica per riuscire a invertire la rotta di politiche che, piuttosto che affrontare e risolvere il dramma del cambiamento climatico e delle tragedie che si porta dietro, sembrano ignorare il problema proponendo false soluzioni», dichiara Alberto Zoratti, presidente di Fairwatch e delegato accreditato Ong alla COP 21. Fairwatch è un’organizzazione italiana firmataria dell’appello e attiva nel settore del commercio equo, dell’agricoltura sostenibile, del cambiamento climatico e tra i promotori della Campagna Stop TTIP Italia. Temi che sono strettamente connessi fra loro, come sottolinea Zoratti: «Frenare il cambiamento climatico significa ripensare radicalmente il nostro modello di sviluppo, abbandonando i combustibili fossili, focalizzando risorse sulla crescita di economie e agricolture locali, sostenibili e adatte alle esigenze delle comunità e dell’ambiente».