• Articolo Stanford, 4 febbraio 2015
  • Lo studio di Stanford teme che alberi bassi avranno minore capacità di assorbire CO2

    Il riscaldamento globale uccide le sequoie

  • Le foreste del futuro saranno composte da alberi più bassi e radi. La colpa è del riscaldamento globale, che rende arduo per gli alberi svilupparsi in altezza

Il riscaldamento globale uccide le sequoie

 

(Rinnovabili.it) – Tra gli stravolgimenti che il riscaldamento globale sta apportando al mondo che conosciamo, ce n’è uno su cui non abbiamo forse abbastanza riflettuto, ma un nuovo studio del Carnegie Institution for Science di Stanford lo ha messo in rilievo. I figli dei nostri figli vedranno foreste diverse dalle nostre, più rade e composte da alberi meno alti di quelli che siamo abituati ad ammirare oggi. L’impatto del clima coinvolgerà anche loro. Anzi, lo sta già facendo.

Gli alberi della California, spiegano gli esperti di Stanford, dal 1930 ad oggi sono cambiati parecchio. Il Paese in 85 anni ha perso il 50% di quelli con un tronco di almeno 2 metri di diametro. La deforestazione ha un ruolo secondario, perché questa trasformazione si è registrata anche in zone interdette al disboscamento. Lo studio corrobora un precedente lavoro che aveva rilevato come i pini dello Yosemite raggiungono oggi dimensioni medie inferiori rispetto al passato.

 

Il riscaldamento globale uccide le sequoie_

 

Ma quali sono i processi climatici che influiscono sulla crescita delle foreste?

L’aumento delle temperature causa una diminuzione del manto nevoso, e ciò significa che le  piante non hanno adeguate forniture di acqua durante la stagione secca, e ne perdono anche ad un tasso maggiore. Il sistema idraulico degli alberi ad alto fusto, come le sequoie, si rivela inadeguato in condizioni di scarsità della fonte primaria: la pianta non ha le forze necessarie per assorbire acqua dalle radici e pomparla alle foglie. Quelli che ancora si stagliano sugli altri sono germogliati secoli fa, quando il clima californiano era più freddo, l’acqua non scarseggiava come oggi e facilitava lo sviluppo in altezza della vegetazione.

Lo studio, che ha riguardato 46.000 chilometri quadrati di boschi nel Golden State, ha notato il calo delle dimensioni degli alberi soprattutto nelle foreste del sud del Paese, dove la carenza d’acqua era più grave. Ma la stessa tendenza ha caratterizzato, seppur in misura minore, anche tratti lungo nebbiosa costa settentrionale e sulle sierre alte.

 

Quali conseguenze si avranno con la scomparsa dei grandi alberi? Al di là della loro meravigliosa imponenza, infatti, questi svolgono un ruolo ecologico importantissimo. Producono più semi, resistono meglio agli incendi e assorbono più anidride carbonica rispetto ai loro fratelli più piccoli. Animali rari come il gufo macchiato e gli scoiattoli volanti vivono nelle loro cavità.

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