• Articolo Parigi, 25 gennaio 2017
  • Francia, deciso lo stop alla centrale nucleare di Fessenheim

  • L’impianto dovrebbe essere chiuso definitivamente entro il 2018. Cala il sipario sulla più vecchia centrale francese, come aveva promesso il presidente Hollande

Francia, deciso lo stop alla centrale nucleare di Fessenheim

 

(Rinnovabili.it) – Il consiglio di amministrazione del gigante dell’energia EDF ha votato a stretta maggioranza la chiusura della centrale nucleare di Fessenheim, il più vecchio impianto francese, a fronte di una compensazione statale di 400 milioni di euro. Entrato in funzione nel 1978, la sua storia recente è costellata di incidenti e stop precauzionali che l’hanno portato al centro del dibattito politico fin dalle ultime elezioni. Le pressioni per lo spegnimento del reattore arrivavano anche dai paesi confinanti, Germania in testa.

“Ci sarà un lungo periodo di sospensione della produzione a Fessenheim, una sospensione progressiva su diversi anni prima di una lunga fase di smantellamento – spiega l’amministratore delegato di EDF Jean-Bernard Levy – Il governo ha predisposto una delegazione per la riconversione del sito di Fessenheim con dei progetti che oggi riguardano in particolare il tema della transizione energetica”.

 

Non sarà quindi un iter breve, quello dello spegnimento, che per il momento sembra avere come orizzonte il 2018. Questo passo era un punto centrale nelle promesse elettorali del presidente Hollande e di recente era tornato a far discutere, visto che il candidato della destra repubblicana, François Fillon, ha invece affermato che non intende affatto chiudere l’impianto se verrà eletto alle elezioni di quest’anno.

Ma il nucleare francese sta attraversando un momento particolarmente delicato. “I reattori nucleari francesi sono sempre più vecchi – afferma Cyrille Cormier, portavoce di Greepeace per il settore energia – Saranno bloccati per ragioni di sicurezza nucleare e bisognerà preparare i dipendenti e l’azienda Edf alla conversione verso le energie rinnovabili”.

Negli ultimi mesi sono stati bloccati per controlli diversi impianti. Alla centrale di Flamanville, in costruzione, la scoperta di microfratture e un eccesso di carbonio nell’acciaio della vasca che contiene il nocciolo ha fatto suonare parecchi campanelli d’allarme. La campagna di controllo dei reattori francesi condotta dalla Autorità per la Sicurezza nucleare nazionale ha portato allo stop di ben 12 reattori per permettere al proprietario, EDF, di condurre ulteriori controlli. A ciò se ne devono sommare altri nove, fermi per normali procedure di manutenzione.

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