• Articolo Roma, 15 marzo 2012
  • Il Ministro per i Beni e le Attività culturali in audizione alla Commissione Territorio, Ambiente, Beni Ambientali.

    Proposta nuova legge urbanistica per limitare il consumo del suolo

  • Nuovi piani paesaggisti per limitare il consumo del suolo, riqualificare le periferie e incentivare l’efficienza energetica degli edifici: queste le proposte illustrate dal Ministro Ornaghi al Senato.

(Rinnovabili.it)  – Ascoltato dalla Commissione Territorio, Ambiente, Beni Ambientali del Senato lo scorso martedì, il Ministro per i Beni e le Attività culturali, Lorenzo Ornaghi, ha presentato una importante proposta per bloccare il consumo indiscriminato del suolo. “Una meta che dobbiamo prefiggerci da subito se abbiamo a cuore la cura del nostro straordinario paesaggio e se ci preme la realtà in cui vivranno le generazioni future”.

Secondo quanto affermato dal Ministro, il Governo deve necessariamente porsi quale garante di una corretta regolamentazione del nostro territorio, avviando in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture “un’iniziativa legislativa volta a fissare alcuni principi fondamentali in materia del territorio consistenti nella previsione di misure idonee a limitare il consumo del suolo e a favorire la riqualificazione dei centri urbani e delle periferie”.

Per accelerare il processo legislativo limitando al minimo i danni che ogni giorno vengono fatti al nostro Paese, il Ministro ha già provveduto ad avviare il processo di emanazione assieme allo Stato e alle Regioni, dei nuovi piani paesaggistici previsti dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, per estendere il concetto di pianificazione anche ai beni non soggetti a vincoli.

I dati parlano chiaro, in Italia tra il 1956 e il 2001 la superficie artificiale è cresciuta del 500%, facendo registrare un aumento della superficie urbanizzata paradossalmente anche dove la popolazione era diminuita. Le cause sono state chiaramente spiegate dal Ministro durante la sua audizione e risiedono principalmente negli investimenti edilizi, utilizzati dalle amministrazioni locali più come strumento di rendita che come regolare risposta ai bisogni abitativi.

Non poteva mancare un chiaro diniego verso le azioni legislative di condono edilizio: “Il primo e fondamentale strumento per limitare il consumo del suolo consiste proprio nel diffondere la cultura della legalità nell’uso e nelle trasformazioni del territorio. Se finora si è potuto consumare liberamente il suolo è stato soprattutto perché è mancata la coscienza della sua natura di risorsa scarsa”.

E’ importante sottolineare, come chiarito dal Ministro, che questo tipo di operazione non sarebbe di ostacolo per le imprese edili, ma al contrario potrebbe favorire l’incentivazione del recupero del patrimonio edilizio esistente, rivitalizzando le città anche dal punto di vista dell’efficienza energetica.