• Articolo Roma, 26 luglio 2012
  • Un patrimonio di 2 milioni di mq da ristrutturare, Italia seconda in Europa per il comparto edilizio più vecchio

    Riqualificazione in verde per un patrimonio obsoleto

  • Riqualificazione edilizia per salvaguardare il futuro, migliorare la qualità della vita, abbattere i consumi e ridurre lo spreco di risorse, facendo del bene all’ambiente ed alle tasche degli italiani

(Rinnovabili.it) – Demolire o riqualificare, questo è il problema. Il dato di fatto resta sempre e comunque lo stesso: il patrimonio edilizio italiano così non va. Obsoleto ed inadeguato, sprecone e poco sicuro, il comparto immobiliare del nostro Paese a prescindere dagli edifici storici, rappresenta un pesante fardello in termini energetici ed economici. Se gli operatori del settore si trovano divisi tra coloro che sostengono demolizione con ricostruzione e coloro che incoraggiano la riqualificazione di ciò che già esiste, il denominatore comune resta la necessità di arrestare la cementificazione, dando soprattutto un’importante svolta nazionale al comparto edilizio rendendolo più sicuro ed efficiente.

“Tra 50 anni il 98% degli edifici che saranno presenti sono già stati costruiti. Si stima che le nuove costruzioni costituiranno solo il 2% sul volume totale del costruito”, questi presupposti daranno il via a RE+ build, la convention nazionale dedicata alla riqualificazione e gestione sostenibile dei patrimoni immobiliari che si terrà dal 17 al 19 settembre a Riva del Garda e che, grazie alla partecipazione di ospiti internazionali qualificati, tenterà di dimostrare la crescente necessità di sviluppare un nuovo futuro per la filiera delle costruzioni. Entro il 2050 le emissioni nocive in atmosfera dovranno scendere dell’80% e dato che gli edifici sono responsabili già oggi del 40% dell’inquinamento e dello spreco di risorse, è necessario intervenire da subito. In Italia che si colloca al secondo posto come patrimonio edilizio più vecchio e dove la maggior parte degli edifici è stata costruita da più di 40 anni, i benefici di un programma di riqualificazione edilizia intensivo consentirebbero di arrestare la cementificazione, riducendo lo spreco di risorse ed incentivando la crescita economica di un settore in crisi.

I dati internazionali lo confermano, come il report stilato da Nils Kok, uno dei massimi esperti di green retrofit, che verrà presentato in occasione di RE+Build e nel quale sono riportati i molteplici benefici ottenuti dalle riqualificazioni edilizie negli Stati Uniti, dove per un investimento iniziale di compreso tra i 75 e i 165 euro al mq, è possibile ottenere da subito una riduzione dei consumi energetici da 90 a 170 kWh per mq, corrispondente ad un altrettanto importante risparmio economico in bolletta ed a un aumento del valore dell’immobile di circa il 13%.

Dello stesso parere è anche Thomas Miorin, direttore Habitech il distretto tecnologico trentino per l’Energia e l’Ambiente, che forte dei numerosi traguardi già raggiunti dagli edifici riqualificati e certificati LEED, sottolinea come interventi di green retrofit consentano di ottenere una riduzione dei consumi superiore al 35%.