Rinnovabili • Il direttore esecutivo dell'Agenzia internazionale dell'energia (AIE) Fatih Birol interviene durante una conferenza stampa presso la sede dell'UE a Bruxelles, Belgio, il 19 settembre 2024. Rinnovabili • Il direttore esecutivo dell'Agenzia internazionale dell'energia (AIE) Fatih Birol interviene durante una conferenza stampa presso la sede dell'UE a Bruxelles, Belgio, il 19 settembre 2024.

Rinnovabili, l’AIE prevede 4.770 GW di nuova capacità al 2031. Solare in testa

Secondo il rapporto Renewables 2026 dell’IEA, la capacità rinnovabile mondiale aumenterà di oltre 4.770 GW nel periodo 2026-2031, con il solare fotovoltaico protagonista della crescita. La Cina resterà il principale mercato, ma il suo contributo rallenterà rispetto agli anni precedenti. A frenare lo sviluppo delle rinnovabili saranno soprattutto le difficoltà di connessione alla rete, la congestione delle infrastrutture e la necessità di maggiori sistemi di accumulo. In Europa la crescita proseguirà, ma gli obiettivi dipenderanno dagli investimenti in reti e flessibilità. L’Italia si distingue per le prospettive del biometano: la produzione è aumentata di otto volte in sei anni e potrebbe triplicare entro il 2031.

Il direttore esecutivo dell'Agenzia internazionale dell'energia (AIE) Fatih Birol interviene durante una conferenza stampa presso la sede dell'UE a Bruxelles, Belgio, il 19 settembre 2024.

Pubblicato il report Renewables 2026 dell’Agenzia internazionale dell’energia

Tra il 2026 e il 2031 la capacità globale di energia rinnovabile aumenterà di oltre 4.770 GW, con una crescita del 57% rispetto ai sei anni precedenti. A trainare l’espansione sarà soprattutto il fotovoltaico, che rappresenterà oltre tre quarti della nuova potenza installata. La crescita interesserà sempre più anche i mercati emergenti, mentre il rallentamento della Cina e i limiti delle infrastrutture elettriche metteranno alla prova il ritmo della transizione energetica.

È quanto emerge dal report Renewables 2026 dell’Agenzia internazionale dell’energia (AIE), che analizza le prospettive del settore fino al 2031. Secondo lo scenario principale, la capacità rinnovabile globale crescerà a un ritmo medio di quasi 800 GW all’anno nel periodo considerato. Nonostante questa accelerazione, il percorso resta insufficiente per raggiungere l’obiettivo concordato alla COP28 di triplicare la capacità rinnovabile mondiale entro il 2030.

Nuove installazioni annuali di capacità elettrica rinnovabile nel mondo per tecnologia, scenario principale, 2015-2031. Fonte: AIE, Renewables 2026.
Nuove installazioni annuali di capacità elettrica rinnovabile nel mondo, scenario principale, 2015-2031. Fonte: AIE.

“Oggi […] è soprattutto la sicurezza energetica a guidare l’espansione delle energie rinnovabili, poiché sempre più paesi cercano di ridurre la propria dipendenza dai combustibili importati“, spiega il direttore esecutivo dell’AIE, Fatih Birol. Le rinnovabili oggi “rappresentano un terzo della produzione globale di elettricità; nei prossimi cinque anni si avvicineranno alla metà“.

Solare in crescita, ma la Cina rallenta

Il fotovoltaico si conferma il principale motore dell’espansione globale. Tra il 2026 e il 2031 sono attesi 2.075 GW di nuova capacità solare su larga scala e altri 1.530 GW attraverso impianti distribuiti, residenziali, commerciali e industriali.

Il ritmo complessivo delle installazioni, tuttavia, subirà una temporanea battuta d’arresto nel 2026. L’AIE prevede una contrazione dell’11% delle nuove aggiunte annuali, a 733 GW, interrompendo 21 anni consecutivi di espansione record. Il livello resterà comunque il secondo più alto mai registrato.

La flessione è riconducibile soprattutto alla Cina, che negli ultimi anni è stato il principale motore della crescita globale. Nei primi nove mesi del 2026 le nuove installazioni fotovoltaiche cinesi sono diminuite di quasi il 55% rispetto allo stesso periodo del 2025, dopo il passaggio dal sistema di remunerazione fissa a quello delle aste competitive, avvenuto nel giugno 2025.

Di conseguenza, la quota cinese sull’espansione globale delle rinnovabili scenderà dal 61% del 2025 al 53% nel periodo 2026-2031. Pechino resterà comunque il primo mercato mondiale, con quasi 2.520 GW di nuova capacità prevista.

A compensare il rallentamento cinese contribuirà soprattutto la crescita degli altri mercati emergenti. L’India diventerà il secondo maggiore mercato mondiale, mentre Sud-est asiatico, Medio Oriente e Africa subsahariana triplicheranno complessivamente il ritmo di espansione delle rinnovabili. Per la prima volta, le economie emergenti e in via di sviluppo al di fuori della Cina raggiungeranno un ritmo di crescita paragonabile a quello delle economie avanzate.

Reti elettriche e accumuli, la nuova sfida della transizione

Con l’aumento della produzione da fonti intermittenti, la capacità delle reti di assorbire e distribuire l’elettricità diventa uno dei principali ostacoli alla crescita delle rinnovabili.

Secondo l’AIE, il fenomeno del curtailment, ovvero la riduzione forzata della produzione rinnovabile quando la rete non è in grado di assorbirla, è già in aumento. Nel 2025 ha raggiunto quasi 200 TWh e potrebbe superare gli 800 TWh entro il 2031.

Anche le richieste di connessione evidenziano la crescente pressione sulle infrastrutture. Nel 2026 le code globali per l’allaccio alla rete hanno raggiunto quasi 4.500 GW, con un aumento significativo delle richieste relative a sistemi di accumulo e progetti ibridi.

Tra le risposte indicate dall’Agenzia rientrano l’accelerazione degli investimenti nelle reti, il potenziamento delle interconnessioni e la diffusione delle batterie. Il sistema di accumulo behind the meter (BTM, “dietro il contatore”), destinato a famiglie e imprese, è previsto in forte espansione e supererà i 670 GWh entro il 2031.

Europa, rinnovabili in crescita ma lontane dal target

Nel periodo 2026-2031 l’Europa aggiungerà 617 GW di capacità rinnovabile, quasi il 40% in più rispetto al periodo 2020-2025. Le installazioni annuali tenderanno tuttavia a stabilizzarsi intorno ai 103 GW.

Nell’UE la quota delle rinnovabili nella generazione elettrica raggiungerà il 60% nel 2030 secondo lo scenario principale dell’AIE. Un risultato importante, ma ancora inferiore al 69% che sarebbe possibile conseguire attraverso investimenti più tempestivi nelle reti, maggiore diffusione degli accumuli e riforme delle procedure autorizzative.

Il report segnala inoltre prospettive differenziate tra le tecnologie. Le previsioni per il fotovoltaico su larga scala sono state riviste al rialzo in diversi mercati, tra cui Germania, Italia, Polonia e Francia, mentre quelle per il solare distribuito e l’eolico offshore sono state ridimensionate.

Durante il Q&A svolto durante la call di presentazione del report, Heymi Bahar, senior analyst della divisione rinnovabili dell’AIE, si esprime sulla capacità industriale europea di competere con i produttori asiatici. “Per quanto riguarda l’eolico, l’Europa ha una base molto solida e continua a essere un importante produttore di turbine. È una buona notizia e l’Europa dovrebbe fare tutto il possibile per mantenere queste filiere perché è importante per l’economia e per il futuro dell’energia in Europa“.

La situazione è diversa per il fotovoltaico: “Al momento non vediamo l’Europa svolgere un ruolo significativo nella produzione di fotovoltaico, a causa degli elevati costi di produzione nel continente e dei prezzi molto bassi al di fuori dell’Europa, soprattutto in Cina ma anche in India“, Paese che l’AIE vede avere una crescita significativa nel settore.

La proposta “35 by 35” in vista della COP31

Il tema dell’elettrificazione è emerso anche nel confronto sulle prospettive della COP31, in programma ad Antalya, in Turchia. Birol, durante il Q&A rivolto ai giornalisti, richiama una proposta dell’AIE per aumentare il peso dell’elettricità nei consumi energetici globali. La quota attuale, pari a circa il 23%, dovrebbe salire al 35% entro il 2035.

“La chiamiamo, in breve, 35 by 35“, dice il direttore esecutivo dell’Agenzia. L’obiettivo, spiega, risponde a tre esigenze: rafforzare la sicurezza energetica, aumentare la sovranità dei Paesi e ridurre le emissioni. Aggiunge che dai colloqui avuti con i governi, vede una “forte probabilità che molti governi nel mondo sottoscrivano questo impegno“. Se ciò dovesse avvenire, invierà un forte segnale ai mercati e agli investitori sul ruolo crescente dell’elettricità nel sistema energetico, aggiunge.

Italia, il potenziale del biometano

Tra i mercati europei con prospettive di crescita nel settore dei gas rinnovabili c’è l’Italia. Secondo l’AIE, il Paese ha aumentato la produzione di biometano di otto volte negli ultimi sei anni e potrebbe triplicarla entro il 2031.

L’Italia dispone inoltre della più ampia pipeline europea di progetti di biometano, con 23 TWh annui di capacità aggiuntiva pianificata. Storicamente concentrato soprattutto nei trasporti, il consumo di biometano è destinato a diversificarsi verso altri impieghi, tra cui il riscaldamento industriale.

La crescita del settore resta legata alla capacità di sviluppare nuove filiere di approvvigionamento delle materie prime e di consolidare i meccanismi di sostegno e la domanda.

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About Author / Laura Contemori

Giornalista, si occupa di energia e transizione energetica, con un interesse particolare per le fonti rinnovabili e le politiche di settore. Ha lavorato per Reuters, seguendo le notizie finanziarie e societarie del mercato italiano, con particolare attenzione ai comparti dell’energia e dell’automotive. Ha maturato inoltre esperienze nell’ambito della traduzione e della localizzazione, anche in campo tecnico e scientifico. Dopo aver vissuto in Francia, Belgio, Polonia e Ungheria, è tornata in Italia, portando con sé una prospettiva internazionale e la passione per le lingue. Nel tempo libero coltiva l’interesse per la musica, il cinema e l’arte.