Città a impatto climatico zero, come renderlo possibile?

Dal MiMS un nuovo rapporto che fornisce un quadro delle scelte di policy finalizzate alla decarbonizzazione urbana, individuando i settori su cui intervenire per raggiungere l’azzeramento delle emissioni

Città impatto climatico zero
via depositphotos.com

On line il report Stemi “Le città a impatto climatico zero: strategie e politiche”

(Rinnovabili.it) – Come rendere le città a impatto climatico zero? Come trasformare i centri abitati, dalle metropoli ai piccoli comuni, in strumenti attivi di innovazione e decarbonizzazione economica? A queste domande dovranno rispondere le nove realtà italiane selezionate dalla Commissione europea per prendere parte alla missione “Climate Neutral e smart cities” di Horizon Europe. Parliamo di Bergamo, Bologna, Firenze, Milano, Padova, Parma, Prato, Roma e Torino, candidatesi a far parte delle 100 città intelligenti modello, su cui impostare gli impegni di decarbonizzazione urbani del resto dell’Europa. Le 100 città dovranno raggiungere le zero emissioni nette al 2030 diventando dei veri e propri laboratori di soluzioni innovative.

I sindaci dei nove comuni italiani si sono incontrati nei giorni scorsi a Roma per firmare un protocollo d’intesa con il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (Mims). L’accordo pone le basi per una più stretta collaborazione tra Amministrazioni locali e potere centrale finalizzato al raggiunto degli obiettivi UE. In altre parole la collaborazione tra il Mims e le 9 città dovrà individuare una strategia utile per superare le criticità, operative e normative. Il primo strumento messo in campo è il rapporto “Le città a impatto climatico zero: strategie e politiche”, realizzato della Struttura per la transizione ecologica della mobilità e delle infrastrutture (Stemi) del Dicastero. Il documento, spiega il Ministro Enrico Giovannini “indica le linee di intervento da realizzare, anche grazie all’uso del Fondo per la mobilità sostenibile, che prevede 1 miliardo di euro di investimenti “.

 Si parte con un’analisi della situazione attuale nelle nove realtà, che raccoglie i dati sulla prestazione energetica degli edifici, sulla presenza di impianti di autoproduzione fv, su mobilità e TPL, e sulla percentuale di verde urbano e piste ciclabili. Quindi la relazione fornisce un quadro delle scelte di policy finalizzate alla decarbonizzazione, individuando i settori su cui intervenire per raggiungere l’azzeramento delle emissioni.

“In particolare, il Rapporto illustra le possibilità tecnologiche e le migliori pratiche internazionali per rendere sostenibili la mobilità urbana e gli edifici (inclusa la produzione di energia rinnovabile nelle città), puntando sule infrastrutture verdi e le acque urbane, dato il ruolo che rivestono per la mitigazione, l’adattamento e la prevenzione dei rischi, la salute e il benessere dei cittadini. Inoltre, vengono valutate le strategie orientate a generare un cambiamento nelle scelte di famiglie e operatori economici, e le tecnologie digitali da mettere al servizio della decarbonizzazione e dell’adattamento al cambiamento climatico”. L’ultimo capitolo è dedicato agli strumenti finanziari per supportare gli investimenti proposti e le modalità di misurazione e monitoraggio dell’applicazione e dei risultati delle scelte politiche, in modo da garantire efficacia e trasparenza delle decisioni prese.

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