Le emissioni di metano da miniere di carbone sono il doppio di quanto credevamo

I dati ufficiali comunicati all’UNFCCC dagli stati fissano il volume globale a 30,5 Mt. Ma tra mancati rilevamenti e metodologie zoppicanti, il dato reale potrebbe salire fino a 67 Mt, pari a oltre 5 Gt di CO2

Metano da miniere di carbone: è il 3° inquinatore globale
Foto di Curioso Photography su Unsplash

Le stime nel rapporto del think tank Ember

(Rinnovabili.it) – Non 30,5 milioni di tonnellate (Mt) l’anno ma fino a 67 Mt. Più del doppio. È l’ammontare delle emissioni di metano da miniere di carbone stimato dal think tank Ember in un rapporto pubblicato oggi. In cui contestano i dati ufficiali comunicati dai governi alla Convenzione Quadro dell’ONU sul cambiamento climatico (UNFCCC).

Il metano è un gas serra con un potere climalterante 82,5 volte superiore a quello della CO2 nei primi 20 anni in cui resta in atmosfera. Anche se la molecola di CH4 ha una durata di vita più breve di quella dell’anidride carbonica, e quindi impatta sul riscaldamento globale per un periodo di tempo inferiore, nel breve periodo contribuisce molto più della CO2 ad aumentare la temperatura globale.

Mettere in campo politiche per abbattere le emissioni di metano, quindi, è una priorità per non sforare gli 1,5°C. Quello ufficialmente emesso dalle miniere di carbone è equivalente a 2,5 miliardi di tonnellate di CO2 (GtCO2): se fossero uno stato, queste miniere sarebbero il 3° maggior inquinatore globale davanti all’India. Ma per affrontare la questione e calibrare le politiche è necessario sapere quali sono le fonti e quanto metano viene realmente emesso.

I veri numeri del metano da miniere di carbone

Secondo i calcoli di Ember, le vere emissioni di metano da miniere di carbone stanno in una forchetta compresa tra 38 e 67 Mt. Se il dato reale fosse più verso il margine maggiore, il CH4 dalle miniere diventerebbe il 2° maggior inquinatore globale. E nei prossimi 20 anni inciderebbe sul riscaldamento globale più di tutti gas serra che genereranno gli Stati Uniti. Numeri a cui il think tank arriva dopo aver valutato le metodologie e i gap nelle misurazioni del CH4 da parte dei governi. Risultato: il 97% delle emissioni dichiarate proviene da paesi che forniscono dati relativi a regioni più vaste, ma non misurano in sito.

“Il metano sta accelerando il cambiamento climatico in questo decennio, eppure non abbiamo idea della portata del problema”, commenta Sabina Assan di Ember. “È scioccante che la stragrande maggioranza delle miniere possa funzionare senza misurare ciò che emettono. Colmare il divario informativo tra le emissioni stimate e quelle emesse è il primo passo per ridurre le emissioni di metano, che è la leva più forte di cui disponiamo per rallentare il cambiamento climatico a breve termine”.

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