Deforestazione: riformato il programma REDD +

Risolte le questioni tecniche e fissate regole chiare. Ma lo scetticismo delle comunità vittime di deforestazione resta insanabile

Deforestazione riformato il programma REDD + _

 

(Rinnovabili.it) – Un nuovo accordo per ridurre la deforestazione nei Paesi in via di sviluppo e contrastare così il cambiamento climatico. Così è stato presentato, ai negoziati sul clima di Bonn, il progetto di rimodulazione del programma REDD +. L’acronimo identifica l’accordo UNFCC per la Riduzione delle Emissioni da Deforestazione e Degrado forestale, messo in piedi grazie ad una collaborazione tra ONU, FAO (Food and Agricolture Organization), UNEP (il programma ambientale dell’ONU) e UNDP (programma per lo sviluppo dell’ONU).

 

L’orizzonte in cui si muove è sempre lo stesso: rendere la natura un bene economico su cui speculare. Uno degli strumenti principali sviluppati per mitigare i cambiamenti climatici, infatti, è la creazione di mercati delle quote di emissione di gas serra. Lì finirà anche il settore forestale: l’espansione delle aree boscate e la prevenzione del degrado delle foreste sono processi di segno opposto rispetto alle emissioni di gas di serra e possono – secondo i promotori – creare “crediti” di emissione. Alla base del REDD + c’è il principio di aumentare il sequestro di carbonio atmosferico proteggendo le  foreste, attraverso un sistema di incentivi che renda “conveniente” mantenere le foreste intatte invece  che abbatterle. Il programma si basa sui cosiddetti Pagamenti per Servizi Ecosistemici (PES). Gli approcci PES costituiscono un nuovo modo di finanziare la gestione delle risorse naturali e la conservazione da parte delle autorità e delle comunità locali.

 

Deforestazione riformato il programma REDD +

 

I critici del programma sostengono che consente ai Paesi più ricchi di evitare alcuni dei loro obblighi sulle emissioni, consentendogli di non tagliarle completamente. Alcuni infatti puntano a farne un sistema per continuare a emettere carbonio, pagando piccoli contributi per la protezione delle foreste invece di investire in tecnologie più efficienti.

Con questa riforma, tuttavia, si sostiene di aver risolto tutte le questioni tecniche aperte e fissato una chiara serie di regole per lo sviluppo del programma. Il nuovo progetto non sarà ufficialmente sancito dalla UNFCCC finché non verrà approvato da negoziatori alla COP 21 di Parigi.

Diverse comunità continuano a lamentarsi, soprattutto quelle che vivono in zone forestali favorevoli per i progetti REDD +. Alcune aziende private e organizzazioni non governative si riempiono le tasche con cifre a sei zeri mentre ai locali gettano le briciole.

Secondo Washington Zakata, alto funzionario con delega ad Ambiente, Acqua e clima dello Zimbawe, le amministrazioni locali raccolgono al massimo 50 mila dollari, mentre un investitore privato ne accumula milioni.

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