European Green Deal, Ursula Von der Leyen svela i dettagli

La Commissione europea adotta il nuovo pacchetto di misure per rendere l’Europa carbon neutral entro il 2050. All’interno, una legge per le zero emissioni, un meccanismo da 100 mld di euro per finanziare la transizione e la tanto attesa carbon tax di frontiera

European Green Deal
© European Union 2019 – Source : EP

L’European Green Deal è il “momento uomo sulla luna dell’Unione europea”

(Rinnovabili.it) – Diventare il primo continente neutro al mondo, dal punto di vista climatico, entro il 2050. Questo l’obiettivo che si è prefissa la nuova Commissione Europea e lo strumento per realizzarlo si chiama European Green Deal. La tedesca Ursula Von der Leyen, nuovo capo dell’esecutivo UE, lo ha presentato stamattina in via ufficiale, accompagnando il lancio con una certa enfasi. “Questo è il momento ‘uomo sulla luna’ dell’Europa”, ha dichiarato Von der Leyen ai giornalisti prima di incontrare gli europarlamentari e delinearne i principali orientamenti. “L’European Green Deal è la nostra nuova strategia di crescita, una strategia che restituisce più di quanto non porti via”.

 

OBIETTIVO EMISSIONI E LEGGE SUL CLIMA – Il nuovo Patto è nella pratica un pacchetto di misure climatiche ed ambientali, cinquanta “azioni” da mettere in campo prima della metà del secolo per accelerare gli sforzi di decarbonizzazione promuovendo al tempo stesso l’economia comunitaria.

L’obiettivo principale è ovviamente quello di intervenire sulle emissioni climalteranti. Von der Leyen vuole che l’Unione alzi il suo target 2030 di taglio della CO2 dal 40% (come definito dall’attuale Pacchetto Energia pulita per tutti) ad un 50-55%. Con l’obiettivo a lungo termine di azzerare completamente le emissioni nette. Per sancirlo, entro marzo 2020 la Commissione presenterà la prima proposta di “legge europea sul clima”.

In realtà la Commissione non vuole lasciare nulla di intentato e prevede di rivedere tutte le leggi e i regolamenti UE al fine di allinearli ai nuovi target climatici. Le proposte saranno presentate come parte di un pacchetto nel marzo 2021 e Bruxelles ha già promesso un impegno a decarbonizzare il settore del gas, sviluppare a pieno le potenzialità dell’eolico offshore e a promuovere gli standard e le tecnologie energetiche dell’UE a livello globale.

 

 

UN FONDO DA 100 MLD PER L’EQUA TRANSIZIONE – Perché ciò si trasformi in realtà c’è tuttavia bisogno di un sostegno pressoché unanime tra gli Stati membri. Fino a ieri Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca si sono rifiutate di aderire all’obiettivo 2050 dell’UE in materia di neutralità climatica, chiedendo a Bruxelles cifre esorbitanti per le rispettive transizioni energetiche.

Un aiuto su cui l’esecutivo sta ragionando da tempo e che è stato inserito nell’European Green Deal sotto forma di un Just Transition Mechanism” del valore di 100 miliardi di euro e destinato alle regioni e ai settori più vulnerabili. I dettagli non saranno annunciati prima di gennaio, per ora si sa solo che sarà più di una semplice somma di denaro: il sostegno arriverà sotto forma di nuovi fondi dal bilancio UE combinati con prestiti della Banca europea per gli investimenti e una serie di garanzie da altri strumenti di finanziamento. “Dobbiamo essere sicuri che nessuno rimanga indietro”, ha sottolineato Ursula Von der Leyen. “In altre parole: questa transizione funzionerà per tutti e sarà giusta, o non funzionerà affatto”

 

 

VIA LIBERA ALLA CARBON TAX DI FRONTIERA  – Uno dei punti chiave del pacchetto è la nuova strategia industriale che verrà adottata a marzo 2020. Punterà sulla trasformazione ecologica aiutando il tessuto produttivo europeo, sfruttando opportunità a livello nazionale e globale. Tra gli obiettivi vi sarà quello di stimolare lo sviluppo di nuovi mercati per prodotti circolare e carbon neutral, proteggendo nel contempo le industrie che operano sul territorio.

Come? Uno delle modalità è la carbon tax di frontiera, un’imposta per le imprese straniere che importano i propri prodotti in Europa e che si trovano in nazioni con leggi ambientali e climatiche molto più lasse. In barba alle proteste della Cina, Von der Leyen ha annunciato che che la nuova tassa sarà introdotta nel 2021, nel pieno rispetto delle regole dell’Organizzazione mondiale del commercio e iniziando da un “numero di settori selezionati”. Sarà inoltre riformato il sistema di scambio di quote di emissioni dell’UE (ETS), per includere anche il settore dei trasporti (navi e aerei compresi) e delle costruzioni. Un altro obiettivo chiave è preparare l’Europa ad una “produzione pulita dell’acciaio” usando idrogeno entro il 2030.

 

DALLA PARTE DEI CITTADINI – Sempre a marzo 2020, l’esecutivo lancerà un “Patto climatico” per dare voce e ruolo ai cittadini nella progettazione di nuove azioni, condivisione di informazioni, attività di base e soluzioni. Il Green Deal europeo è un invito per tutti a partecipare – continua la presidente della Commissione – I cittadini europei stanno cambiando il loro stile di vita per aiutare a proteggere il clima e il pianeta. Pertanto, il nostro European Green Deal dice loro che l’Europa è al loro fianco: è qualcosa – ne sono convinta – che dobbiamo ai nostri figli, perché noi non possediamo questo pianeta”. Von der Leyen ha anche promesso di intervenire  sull’agricoltura con politiche come la Strategia “Farm to Fork”, progettata per aiutare gli agricoltori a produrre cibo in modi più sostenibili. Tra gli obiettivi, ridurre significativamente la dipendenza, il rischio e l’uso di pesticidi chimici, fertilizzanti, antibiotici.

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