Gli alberi di Natale rilasciano sostanze chimiche all’interno delle case

Nessuno rinuncerebbe a decorare gli alberi di Natale in questo periodo dell’anno. Tuttavia rilasciano sostanze chimiche che reagiscono con altri componenti dell’aria e possono causare irritazioni in persone sensibili. Ma c’è una soluzione per non rinunciare a questo simbolo del Natale

Foto di lasse bergqvist su Unsplash

Come evitare possibili irritazioni?

Gli alberi di Natale sono presenti in tutte le case in questo periodo dell’anno. Alcune persone decorano alberi sintetici, ma molti preferiscono quelli veri che emanano un profumo inconfondibile nelle case.

Gli alberi di Natale naturali rilasciano delle sostanze chimiche, i composti organici volatili (VOC). Alcuni di questi possono reagire con l’ozono e produrre sostanze irritanti. Il livello di sostanze chimiche è basso, ma potrebbero dare qualche problema alle persone particolarmente sensibili.

Quali sostanze chimiche emettono gli alberi di Natale?

A livello del suolo, l’ozono (di cui si parla sempre per il buco, ovvero la riduzione dello strato nell’atmosfera che ci protegge dai raggi ultravioletti) dà origine a reazioni chimiche con la luce e può causare tosse e irritazioni alla gola.

Inoltre, con altre sostanze chimiche presenti nell’aria va a formare nuovi composti, ma non era chiaro cosa avvenisse al chiuso.

Negli Stati Uniti le famiglie comprano ogni anno circa 30 milioni di alberi di Natale: quante e quali sostanze emettono? E con quali effetti?

Partendo da queste domande, i ricercatori del NIST (National Institute of Standards and Technology) hanno pensato di andare a fondo per capire in che modo i VOC potessero interagire con le sostanze chimiche normalmente presenti all’interno delle case.

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Ricreato l’ambiente domestico

I ricercatori hanno sigillato in una stanza un comune albero di Natale (abete Douglas); dopo 17 giorni hanno misurato la quantità e il tipo di VOC emessi e hanno studiato la loro reazione con gli altri componenti dell’aria. Inoltre, hanno studiato in seguito a questa reazione avessero originato nuovi composti.

Per rendere l’ambiente più simile a quello domestico, i ricercatori hanno decorato l’albero anche con le luci natalizie e hanno simulato il ciclo giorno-notte; hanno spento le luci ogni 12 ore e hanno annaffiato l’albero.

L’odore tipico degli alberi di Natale (e delle conifere in generale) è dovuto ai monoterpeni, un tipo di VOC presenti anche nelle candele, nei deodoranti e in alcuni prodotti per l’igiene personale. La loro concentrazione ha raggiunto il picco il primo giorno, per poi diminuire dal terzo giorno.

Ozono e monoterpeni

Lo studio ha rilevato la presenza di 52 monoterpeni. L’ozono introdotto nella stanza ha reagito con i monoterpeni formando un altro VOC, la formaldeide, e altre sostanze chimiche. La concentrazione dei monoterpeni diminuisce a contatto con l’ozono, ma aumentano i livelli di formaldeide.

Va però precisato che la formaldeide è presente in minima parte (1 su un miliardo), mentre nelle case statunitensi le concentrazioni di formaldeide vanno da 20 a 30 parti per un miliardo.

Quindi la presenza di alberi di Natale può causare irritazioni agli occhi e al naso delle persone particolarmente sensibili ai VOC, specie nei primi giorni.

Sarà sufficiente aprire una finestra vicino all’albero per ridurre l’inconveniente. Una soluzione alternativa può essere lasciare gli alberi di Natale all’aperto o in un garage per due o tre giorni prima di portarli in casa.

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