L’acqua in bottiglia è invasa da nanoplastiche?

Uno studio della Columbia University ha scoperto mediamente 240 mila nanoplastiche nelle bottiglie d’acqua analizzate

nanoplastiche
Foto di Serenity Mitchell su Unsplash

Gli scienziati stanno studiando i possibili impatti delle nanoplastiche sulla salute e l’ambiente

(Rinnovabili.it) – Sono così piccole che spesso sfuggono all’analisi, ma i loro impatti sulla salute e l’ambiente potrebbero essere preoccupanti. Così, per la prima volta un gruppo di ricercatori è riuscito a contare e identificare le nanoplastiche nell’acqua in bottiglia. Si tratta di un primo lavoro che permetterà di tracciare sempre più spesso e sempre meglio queste minuscole briciole di plastica, che sono ormai dappertutto, ancora più delle loro “sorelle grandi”, le microplastiche.

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Pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, il lavoro svolto dalla Columbia University ha portato alla luce dati sconcertanti. Gli scienziati hanno scoperto che in media un litro d’acqua in bottiglia conteneva mediamente 240 mila frammenti di plastica rilevabili. Si tratta di un numero fino a 100 volte maggiore rispetto alle stime precedenti, che non riuscivano a cogliere la presenza delle nanoplastiche perché troppo piccole. Il nuovo studio ha utilizzato una tecnica chiamata microscopia a diffusione Raman stimolata, che è stata co-inventata dal coautore dello studio Wei Min, un biofisico della Columbia. La ricerca dei campioni viene svolta con due laser simultanei sintonizzati per far risuonare molecole specifiche. Prendendo di mira sette plastiche comuni, i ricercatori hanno creato un algoritmo basato sui dati per interpretare i risultati. I ricercatori hanno testato tre famose marche di acqua in bottiglia analizzando le particelle di plastica fino a 100 nanometri. Hanno individuato da 110 mila a 370 mila particelle in ogni litro, il 90% delle quali erano nanoplastiche e il resto microplastiche. Tra i polimeri più trovati, naturalmente il PET, materiale di cui le bottiglie sono composte.

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Questi frammenti sono così piccoli che, a differenza delle microplastiche, possono passare attraverso l’intestino e i polmoni direttamente nel flusso sanguigno e viaggiare da lì agli organi tra cui cuore e cervello. Possono invadere le singole cellule e attraversare la placenta fino ai corpi dei bambini non ancora nati. Gli scienziati medici stanno accelerando gli studi per comprendere i possibili effetti su un’ampia varietà di sistemi biologici. Con una produzione mondiale di plastica vicina ai 400 milioni di tonnellate all’anno e 30 milioni di tonnellate di rifiuti plastici scaricati nell’acqua o nell’ambiente, il rilascio di particelle è un fenomeno massivo. Le microplastiche sono definite come frammenti che vanno da 5 millimetri fino a 1 micrometro. Le nanoplastiche sono invece particelle inferiori a 1 micrometro. Parliamo quindi di misure nei termini dei miliardesimi di metro.

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