L’invasione dei lobbisti fossili ai vertici sul clima che dura da 20 anni

Secondo un rapporto della coalizione internazionale Kick Big Polluters Out, le persone accreditate alle Cop che hanno legami espliciti – ma il più delle volte mascherati – con i grandi inquinatori e le grandi compagnie fossili sono almeno 7200

Lobbisti fossili: almeno 7200 in 20 anni di processo delle Cop sul clima
crediti: Freinds of the Earth International via Flickr CC BY-NC-ND 2.0 DEED

L’analisi parte dalla Cop9 del 2003 e individua anche i lobbisti “mascherati”

(Rinnovabili.it) – In 20 anni, i lobbisti fossili hanno partecipato almeno 7.200 volte ai vertici sul clima del processo delle Cop. Spesso senza dichiarare esplicitamente e con trasparenza la loro vera affiliazione. Presentandosi come persone inserite nelle delegazioni nazionali, o più di frequente come referenti di organizzazioni commerciali. Comportamenti che rendono difficile stimare la loro presenza effettiva. E che rendono le 7.200 presenze una stima conservativa.

Stima che arriva dall’ultimo rapporto della Kick Big Polluters Out Coalition, una coalizione che raggruppa più di 450 organizzazioni da tutto il mondo, tra cui Greenpeace, Transparency International, Action Aid e Global Witness. L’analisi prende in esame le liste complete dei delegati accreditati a tutte le Cop a partire da quella del 2003.

Contare i lobbisti fossili

Ufficialmente, i lobbisti fossili che si sono presentati come tali – esplicitando la loro affiliazione a compagnie petrolifere e del gas – sono appena 945 in due decenni di Cop. Con ExxonMobil, Chevron, BP, TotalEnergies e Shell che si sono assicurate almeno 267 accreditamenti. Ma si tratta solo della punta dell’iceberg. Il resto dei lobbisti fossili partecipa ai vertici sul clima nella veste di rappresentante di associazioni di categoria. Sono almeno 6.581 i casi di questo tipo in 20 anni.

“Tutti i delegati COP devono essere ospitati da una delegazione ufficiale di un governo o di un’organizzazione ammessa, molte delle quali sono associazioni di commercianti di combustibili fossili. Tuttavia, molti delegati non dichiarano la loro “affiliazione”, quali sono le organizzazioni per cui lavorano o gli interessi che rappresentano, permettendo così alla presenza delle aziende di combustibili fossili di passare sotto il radar. Di conseguenza, è probabile che queste cifre rappresentino una significativa sottostima”, precisa la coalizione.

Una delle associazioni più attive nel dare copertura ai lobbisti fossili è l’International Emissions Trading Association (IETA), fondata da alcuni dei maggiori inquinatori e con membri attivi come le oil major Exxon, Chevron e BP. Con il pass dell’IETA hanno messo piede alle Cop almeno 2769 lobbisti che hanno sfruttato questa affiliazione per fare pressioni sull’andamento dei negoziati e indebolire l’azione climatica. Blindando soprattutto ogni aspetto che possa intaccare la produzione di fossili.

Non è l’unica. Il World Business Council for Sustainable Development ha garantito almeno 979 pass ai lobbisti fossili, il Business Council for Sustainable Energy almeno 558. La federazione imprenditoriale giapponese Keidenran, tra i cui membri figurano alcuni dei maggiori inquinatori del paese, ha inviato almeno 473 delegati, e BusinessEurope almeno 210.

“La ricerca chiarisce che l’organismo responsabile dell’attuazione delle politiche globali per ridurre le emissioni di gas serra è totalmente nelle mani delle società transnazionali che distruggono maggiormente il pianeta”, ha affermato Pablo Fajardo dell’Unione delle comunità colpite da Texaco/Chevron in Ecuador e parte della coalizione. “La COP deve essere liberata dalle aziende inquinanti, altrimenti diventerà in parte responsabile del collasso globale”.

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