Lotta alla deforestazione: il 40% delle aziende più a rischio non fa nulla

Il rapporto annuale di Global Canopy monitora 500 tra aziende e fondi d’investimento più esposti a commodity legate alla deforestazione. Solo il 23% ha adottato policy per tutti i beni a rischio (ma non sempre monitora bene la sua supply chain)

Lotta alla deforestazione: il 40% delle aziende più a rischio non fa nulla
Foto di Tafilah Yusof da Pixabay

Forest 500, la 9° edizione del rapporto sulla lotta alla deforestazione lato corporate e finanza

(Rinnovabili.it) – Prendete le 500 aziende e fondi d’investimento globali con la maggiore esposizione o influenza sul disboscamento nei paesi tropicali: 4 su 10 non hanno ancora adottato alcuna policy di lotta alla deforestazione. È il dato che emerge dal rapporto Forest 500 realizzato, ormai da 9 anni, da Global Canopy.

Luci e ombre della lotta alla deforestazione

Le aziende sono più virtuose dei fondi d’investimento. 241 delle 350 compagnie monitorate (il 69%) ha preso un impegno almeno su una delle materie prime o dei prodotti più a rischio deforestazione a cui sono esposte. Di queste, sono 100 (il 20% degli enti inclusi nel rapporto) quelle che hanno una policy per ciascuna delle commodity per cui viene valutata da Global Canopy (ma solo la metà ha meccanismi di monitoraggio dei fornitori adeguati). Ma sono ancora 38 le aziende che continuano a ignorare completamente il problema.  

C’è poi un grande problema: la scarsa credibilità degli impegni. “Secondo i nostri dati, solo il 2% delle aziende della Forest 500 che hanno assunto impegni per Net Zero e per allinearsi agli 1,5°C ha ottenuto un punteggio sufficientemente alto da essere sulla buona strada per rispettare tali impegni, a causa del ruolo cruciale della deforestazione nella riduzione delle emissioni. Ciò significa che il 98% delle aziende Forest 500 con impegni climatici rischia di non rispettarli a causa di progressi insufficienti in materia di deforestazione”, si legge nel rapporto.

Tra le commodity più “protette”, cioè coperte da impegni corporate, ci sono palma da olio e legname (intorno al 70% delle aziende esposte), mentre soia, carne e pellame sono ben più indietro, rispettivamente con il 43, 30 e 28% delle aziende esposte che le citano.

Sul versante finanza la lotta alla deforestazione va molto peggio. Solo 16 enti su 150, cioè l’11%, ha delle policy per tutte e 4 le commodity analizzate nel rapporto, mentre ben il 61% non ha proprio alcuna politica contro il disboscamento nei loro investimenti e prestiti. E queste 92 istituzioni finanziarie, nel 2022, hanno garantito un flusso di denaro enorme a compagnie con un altissimo rischio deforestazione: 3.600 miliardi di dollari.

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