Sullo sfondo del COP17, il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini è intervenuto al dibattito in programma questa mattina presso la sede Enea a Roma

Su quest’ultimo aspetto è intervenuto anche il neo Ministro dell’Ambiente Corrado Clini, (ospite di riguardo della conferenza) evidenziando l’esigenza di porre una maggiore attenzione agli obiettivi dell’Italia nell’ambito della strategia Europea al 2020: “In passato abbiamo chiesto che la ripartizione degli impegni tra i diversi Stati Membri dell’Ue si basasse su un sistema di eguaglianza, nel senso che l’individuazione degli obiettivi assegnati ad ogni paese doveva essere fatta su un’analisi costi-benefici oggettiva.” “Questo non significa – sottolinea Clini – che siamo contrari al 20-20-20 di per sé, anzi riteniamo che esistano le condizioni per assumere impegni anche più ambiziosi. Quello che però deve essere chiaro è che questi impegni non devono creare problematiche alla competitività dell’economia europea. “Peraltro – continua – dal punto di vista ambientale non avrebbe grande senso se l’Europa lavorasse da sola per la riduzione delle emissioni quando concorre più o meno al 15% delle emissioni globali. Questo vuol dire che il nostro impegno è quello di coinvolgere in questo sforzo Stati Uniti, Cina, Giappone e le altre grandi economie mondiali.”
Nel corso della discussione il Ministro dell’Ambiente ha poi finalmente esplicitato alcune delle principali politiche di intervento nazionale per l’abbassamento delle emissioni di CO2 al 2020:
1) Con la Cassa Depositi e Prestiti parte il fondo rotativo del Protocollo di Kyoto che mette a disposizione 600 milioni di euro come credito a tasso agevolato soprattutto per le piccole e medie imprese che vogliano avviare investimenti per l’efficienza energetica e la riqualificazione energetica e ambientale.
2) E’ allo studio un nuovo pacchetto di incentivi delle fonti rinnovabili che considererà l’esigenza e l’urgenza di sostenere in Italia la creazione di un vero e proprio settore di produzione innovativa nel campo delle energie rinnovabili. Lo schema degli incentivi attualmente in vigore infatti, soprattutto per il ramo fotovoltaico, è uno schema che premia molto l’importazione di prodotti e che produce come effetto la realizzazione nel Paese di attività orientate al montaggio e all’assemblaggio dei dispositivi piuttosto che sull’effettiva produzione. Lo sviluppo permanente di tecnologie FER in Italia quindi, consentirà di ridurre le importazioni e di investire nelle nuove tecnologie.












